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Art. 9 d.lgs. n. 471 del 1997

7 provvedimenti

Spese di rappresentanza: la prova spetta al professionista
L'appello di un libero professionista contro la non deducibilità di ingenti spese di rappresentanza è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato che spetta al contribuente l'onere di dimostrare il collegamento effettivo (inerenza) tra la spesa e l'attività professionale. Non è sufficiente una mera possibilità astratta, ma è necessaria una prova concreta della destinazione promozionale dei beni acquistati.
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Fatture inesistenti: prova e oneri del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5340/2024, ha stabilito che in caso di contestazione di fatture inesistenti, l'assoluzione penale del contribuente non è sufficiente a vincere la presunzione dell'Amministrazione Finanziaria. Se l'ente impositore fornisce indizi gravi, precisi e concordanti sull'inesistenza dell'operazione, spetta al contribuente fornire la prova rigorosa dell'effettività e dell'inerenza del costo sostenuto, al di là della mera esibizione della fattura.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi e limiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso per diversi vizi procedurali. L'ordinanza chiarisce i requisiti di specificità dei motivi, il divieto di sollevare nuove questioni in sede di legittimità e i criteri per valutare la particolare tenuità del fatto. La decisione sottolinea come l'inammissibilità del ricorso in Cassazione comporti la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Fatture inesistenti: Cassazione sulla confisca
La Corte di Cassazione, con la sentenza 44510/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imprenditori condannati per reati tributari. Il caso riguarda l'utilizzo di fatture inesistenti per evadere le imposte e l'occultamento di documenti contabili. La Corte ha stabilito principi chiave: il reato di occultamento si perfeziona con la temporanea indisponibilità dei documenti durante una verifica, anche se vengono prodotti in seguito. Inoltre, ha confermato che dal profitto del reato, soggetto a confisca, non può essere detratto il costo sostenuto per ottenere le fatture false, in quanto considerato 'prezzo del reato'.
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Occultamento documenti: reato anche con difficoltà
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9591/2025, ha confermato la condanna per il reato di occultamento di documenti contabili (art. 10 D.Lgs. 74/2000). Il caso riguardava un imprenditore che aveva reso impossibile la ricostruzione dei propri redditi. La Corte ha chiarito che il reato sussiste anche se l'amministrazione finanziaria riesce a ricostruire il reddito 'aliunde' (da altre fonti), poiché ciò che viene punito è la violazione del principio di trasparenza fiscale. È stato inoltre ribadito che le nullità procedurali, come la mancata notifica a uno dei due difensori, devono essere eccepite tempestivamente per non essere sanate.
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Occultamento scritture contabili: quando è reato?
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra l'omessa tenuta delle scritture contabili (illecito amministrativo) e il reato di occultamento scritture contabili. La sentenza conferma la condanna di un imprenditore, stabilendo che l'esistenza della documentazione può essere provata indirettamente, ad esempio tramite le fatture rinvenute presso i clienti. Se la documentazione è esistita e poi sparita, si configura il reato penale e non la semplice sanzione amministrativa.
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Sanzioni amministratore di fatto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16458/2025, ha stabilito che le sanzioni tributarie relative a una società sono a carico esclusivo della persona giuridica, anche se gestita da un amministratore di fatto. La responsabilità personale dell'amministratore sorge solo se si dimostra che la società è una mera 'fictio', creata a suo esclusivo vantaggio personale, prova che nel caso di specie è mancata. Di conseguenza, le sanzioni all'amministratore di fatto sono state annullate, ad eccezione di quelle per la mancata conservazione delle scritture contabili, successivamente anch'esse annullate dalla Corte accogliendo il ricorso incidentale del contribuente.
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