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Art. 9 Codice di Procedura Civile

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45 provvedimenti

Competenza per valore: la domanda riconvenzionale
La Corte di Cassazione chiarisce come si determina la competenza per valore quando, in un giudizio di opposizione all'esecuzione, viene proposta una domanda riconvenzionale. Se il valore di quest'ultima, sommato alla causa principale, supera i limiti del giudice adito (in questo caso, il Giudice di Pace), la competenza si sposta al giudice superiore (il Tribunale). La Corte ha stabilito che la regola specifica dell'art. 17 c.p.c. per le opposizioni esecutive deve essere combinata con il principio generale del cumulo delle domande previsto dall'art. 10 c.p.c., riformando la decisione del Tribunale che aveva erroneamente declinato la propria competenza.
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Diniego di autotutela: quando è impugnabile?
Un contribuente impugna un diniego di autotutela per diverse pretese. La Cassazione conferma che l'impugnazione è ammissibile solo se si deduce un interesse generale alla rimozione dell'atto, non per contestare nel merito una pretesa ormai definitiva. Viene inoltre ribadito il difetto di giurisdizione del giudice tributario per contributi e sanzioni non tributarie.
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Impugnazione tardiva cartella: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di un'intimazione di pagamento non può essere usata per contestare vizi di una cartella di pagamento notificata in precedenza e non impugnata nei termini di legge. La mancata e tempestiva opposizione rende la cartella definitiva e la pretesa in essa contenuta non più discutibile nel merito. Di conseguenza, il successivo ricorso del contribuente è stato dichiarato inammissibile, ribadendo il principio fondamentale dell'impugnazione tardiva cartella e della definitività degli atti tributari.
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Disconoscimento copia: quando è valido in giudizio?
Un contribuente ha impugnato un pignoramento, contestando la notifica di un atto presupposto attraverso il disconoscimento della copia della ricevuta di ritorno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un generico disconoscimento copia non è sufficiente. È necessario specificare gli elementi di difformità rispetto all'originale. La Corte ha inoltre chiarito che l'ente riscossore non è obbligato a produrre in giudizio l'originale dell'atto notificato.
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Perizia grafologica su fotocopia: è valida?
La Corte d'Appello di Roma ha confermato la validità di una perizia grafologica condotta su una fotocopia nell'ambito di una querela di falso. La sentenza stabilisce che tale analisi è ammissibile a condizione che la qualità della copia consenta all'esperto un'analisi completa e attendibile dei segni grafici. L'appello, che contestava l'affidabilità di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) basata su un documento non originale, è stato respinto, ribadendo che la mancanza dell'originale non invalida automaticamente la perizia se la copia è idonea allo scopo.
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