Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per opere edilizie illegittime. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13201/2025, ha stabilito due principi fondamentali: primo, la denuncia della violazione delle distanze legali tra edifici include implicitamente anche le normative antisismiche, che non possono essere considerate tardive se sollevate in corso di causa. Secondo, la chiusura di un cavedio con una copertura in un centro storico ("Zona A") costituisce una nuova costruzione, vietata dalle norme urbanistiche. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello, rinviando il caso per un nuovo esame.
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