La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30966/2023, ha chiarito quando una ristrutturazione edilizia deve essere considerata una "nuova costruzione", soggetta al rispetto delle distanze legali. Il caso riguardava la trasformazione di un portico, la cui ristrutturazione con materiali e struttura diversi dall'originale è stata ritenuta una nuova opera. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della società costruttrice, confermando che modifiche sostanziali a un manufatto preesistente impongono l'applicazione delle normative sulle distanze tra edifici, e ha dichiarato inammissibile l'eccezione sulla prevenzione temporale perché sollevata per la prima volta in sede di legittimità.
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