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Art. 875 Codice Civile

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56 provvedimenti

Distanze tra costruzioni: calcolo del danno e rinvio
La Suprema Corte ha esaminato un caso riguardante la violazione delle distanze tra costruzioni in un centro urbano. Sebbene sia stato confermato l'ordine di demolizione per il mancato rispetto dei dieci metri tra pareti finestrate, i giudici hanno annullato la decisione sul risarcimento. La Corte d'Appello aveva infatti stabilito il danno dall'inizio dei lavori con una motivazione vaga, senza verificare il momento effettivo della perdita di luce e aria.
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Distanze legali: quando si applica la regola dei 10m
La Corte di Cassazione ha confermato che le distanze legali di 10 metri tra costruzioni, previste dal D.M. 1444/1968, devono essere rispettate anche quando una delle pareti fronteggianti è cieca. Il caso riguardava una nuova costruzione realizzata in violazione di tale norma. La Corte ha ribadito che questa regola tutela la salubrità e la sicurezza, prevalendo sui regolamenti locali e non ammettendo deroghe basate sul principio di prevenzione in caso di nuove edificazioni.
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Costruzione in aderenza: i limiti dei regolamenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari che chiedevano di poter realizzare una costruzione in aderenza a quella del vicino, eretta a distanza irregolare dal confine. La Suprema Corte ha chiarito che il principio di prevenzione è derogato quando i regolamenti edilizi locali impongono una distanza minima delle costruzioni dal confine, anziché tra fabbricati, e consentono l'aderenza solo se l'edificio preesistente si trova esattamente sulla linea di confine.
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Sopraelevazione nuova costruzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sopraelevazione, anche se comporta un aumento di volume modesto, deve essere qualificata come 'sopraelevazione nuova costruzione'. Di conseguenza, è soggetta alle normative vigenti in materia di distanze legali tra edifici. Nel caso di specie, i proprietari di un immobile avevano effettuato un innalzamento di 61 cm. La Corte ha confermato la decisione d'appello che ordinava la demolizione, ritenendo irrilevante il principio di prevenzione, poiché la sopraelevazione costituisce un'opera autonoma rispetto alla costruzione originaria.
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Nuova costruzione e distanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22493/2024, ha stabilito che la ricostruzione di un rudere con aumento di volume e altezza si qualifica come nuova costruzione e non come ristrutturazione, imponendo il pieno rispetto delle distanze legali. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente escluso la violazione, chiarendo anche che un garage non è considerato interrato se supera il piano di campagna originario, dovendo quindi rispettare le distanze dai confini. La sentenza sottolinea l'importanza di non alterare sagoma e volumetria per evitare ordini di demolizione.
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Distanze tra costruzioni: la condanna generica al danno
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice in materia di risarcimento del danno in una causa su distanze tra costruzioni. Se l'attore chiede una condanna generica, il giudice non può liquidare una somma specifica, pena la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva liquidato 10.000 euro di danni non richiesti, rinviando la causa per una nuova valutazione. Rigettato, invece, il ricorso del vicino sulla preesistenza dell'edificio e l'usucapione del diritto di veduta.
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Distanza dal confine: quando il PRG prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29739/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari condannati ad arretrare il loro garage. Il caso verteva sulla violazione della distanza dal confine stabilita dal Piano Regolatore Generale (PRG). La Corte ha stabilito che la prescrizione di una distanza minima dal confine è una norma inderogabile che prevale su altre disposizioni, come quelle di un piano di lottizzazione, e non ammette la costruzione in aderenza se non esplicitamente previsto e a determinate condizioni non provate nel caso di specie.
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Eccezione di usucapione: quando e come sollevarla
Una complessa disputa tra vicini su distanze legali e costruzioni porta la Corte di Cassazione a fare chiarezza su due punti procedurali cruciali. La sentenza stabilisce che l'eccezione di usucapione va formulata tempestivamente e non può essere una mera allegazione difensiva. Inoltre, recependo un principio delle Sezioni Unite, la Corte afferma che le critiche alla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) possono essere sollevate anche in fase avanzata del processo, non costituendo nuove eccezioni. Infine, chiarisce che il termine per l'usucapione di una servitù decorre da quando le opere diventano visibili e inequivocabili.
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Distanze legali: quando la sopraelevazione è nuova costruzione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di violazione delle distanze legali tra proprietà. Oggetto del contendere erano una sopraelevazione, un muro di contenimento e una legnaia. La Corte ha stabilito che qualsiasi sopraelevazione, anche minima, va considerata 'nuova costruzione' e deve rispettare le distanze legali. Inoltre, ha chiarito che un muro che sostiene un terrapieno non è un semplice muro di cinta e che gli accordi privati non possono derogare alle norme urbanistiche locali. La sentenza d'appello, che aveva qualificato i lavori come ristrutturazione, è stata annullata con rinvio.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione chiarisce le regole
Un proprietario di casa è stato condannato ad arretrare il proprio edificio di 10 metri. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, specificando che le norme sulle distanze tra costruzioni variano in base alla pianificazione urbanistica comunale. La Corte ha stabilito che, in assenza di un piano di zonizzazione dettagliato, si applica la "legge ponte" (L. 765/1967) e non la più stringente regola dei 10 metri del D.M. 1444/1968. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Distanze legali: Piani urbanistici e deroghe
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24814/2024, ha chiarito i limiti delle deroghe alle distanze legali tra costruzioni previste dai piani urbanistici locali. Il caso riguardava una sopraelevazione che violava le norme di un Piano Particolareggiato. La Corte ha rigettato il ricorso del costruttore, confermando la condanna alla parziale demolizione e al risarcimento del danno, stabilendo che le deroghe sono legittime solo se inserite in piani attuativi che disciplinano in modo unitario un'intera zona, bilanciando l'interesse pubblico del governo del territorio con i diritti dei privati.
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Distanze legali depositi pericolosi: la Cassazione
Una società di carburanti installava un serbatoio di gas vicino a un terreno non edificato. La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di rimozione, stabilendo che le distanze legali per depositi pericolosi, ai sensi dell'art. 890 c.c., devono essere sempre rispettate, indipendentemente dalla presenza di edifici sul fondo confinante. In assenza di regolamenti specifici, il giudice può usare come parametro normative tecniche di settore.
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Distanze tra costruzioni: no alle intercapedini
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in materia di distanze tra costruzioni. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto legittima la costruzione di un garage a 20 cm dal fabbricato del vicino. Secondo i giudici, creare un'intercapedine, per quanto piccola, non equivale a costruire in aderenza e viola le norme sulle distanze legali, in particolare il principio di prevenzione, che mira proprio ad evitare la creazione di spazi dannosi tra edifici. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Principio di prevenzione su fondi non edificabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8405/2024, ha stabilito che il principio di prevenzione in materia di distanze tra costruzioni non si applica se il fondo del vicino, che dovrebbe costruire per secondo, non è edificabile. Nel caso specifico, un terreno era interamente gravato da una servitù di passaggio, rendendolo di fatto non edificabile. Pertanto, il proprietario di tale fondo non poteva contestare la costruzione del vicino eretta a distanza inferiore da quella legale dal confine, poiché non aveva un diritto a costruire da tutelare.
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Distanze legali: accordi privati non validi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari che avevano costruito un edificio senza rispettare le distanze legali previste dal piano regolatore comunale. La Corte ha stabilito che le norme sulle distanze legali, essendo poste a tutela di un interesse pubblico, sono inderogabili e non possono essere modificate da accordi privati, i quali devono considerarsi nulli. La decisione ribadisce la supremazia della normativa urbanistica sulla volontà delle parti.
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Distanze legali tra costruzioni: quando si applicano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4851/2024, ha stabilito che le norme sulle distanze legali tra costruzioni si applicano anche a un edificio non ancora completato, purché costituisca una struttura stabile e definita. La Corte ha rigettato il ricorso dei costruttori, chiarendo che il proprietario leso può scegliere l'azione legale più opportuna senza un ordine di priorità. Inoltre, ha ritenuto infondata l'eccezione di usucapione del diritto a mantenere l'opera a distanza irregolare, poiché non era trascorso il termine legale di vent'anni.
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Principio di prevenzione e distanze: il ruolo dell’usucapione
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che il principio di prevenzione in materia di distanze tra edifici non si applica se uno dei proprietari ha acquisito per usucapione il diritto di mantenere il proprio immobile a una distanza inferiore a quella legale. In questo caso, chi costruisce successivamente non può avvalersi della prevenzione ma deve arretrare la propria costruzione per rispettare la distanza complessiva tra i fabbricati.
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Distanze legali: quando si può costruire sul confine?
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti delle deroghe alle distanze legali previste dai regolamenti comunali. In un caso riguardante una tettoia costruita in aderenza a un muro sul confine, la Corte ha stabilito che l'eccezione che consente di costruire in presenza di una parete preesistente si applica solo se tale parete si trova sul fondo del vicino, e non se è stata realizzata dallo stesso proprietario che intende poi edificarvi contro. Di conseguenza, la tettoia è stata considerata illegittima e ne è stato ordinato l'arretramento alla distanza legale di 5 metri dal confine.
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Usucapione confine: la Cassazione chiarisce i requisiti
Una società di costruzioni ha perso una causa per la definizione del confine con un vicino. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano riconosciuto l'usucapione confine a favore del privato. Il ricorso della società è stato rigettato per motivi procedurali, tra cui la regola della "doppia conforme" e la mancanza di critiche specifiche alla sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che la prova del possesso, basata su testimonianze e perizie, era solida e che le argomentazioni della società non erano idonee a ribaltare il giudizio.
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Nuova costruzione e distanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una ristrutturazione che modifica la sagoma e l'altezza di un edificio deve essere considerata a tutti gli effetti una nuova costruzione. Di conseguenza, deve rispettare le distanze minime legali dai confini e dagli altri fabbricati. La controversia nasceva dalla modifica di un garage, il cui tetto era stato trasformato da piano a spiovente con un conseguente aumento di altezza. La Corte d'Appello aveva escluso che si trattasse di nuova costruzione, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che qualsiasi alterazione della conformazione planivolumetrica e del profilo estetico-architettonico qualifica l'opera come nuova, imponendo l'applicazione delle norme sulle distanze.
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