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Art. 86 TULPS

7 provvedimenti

Sanzione amministrativa TULPS: riduzione della multa
Il Tribunale ha esaminato il ricorso di un esercente contro una sanzione amministrativa TULPS di 17.500 euro, irrogata per aver consentito scommesse senza la licenza prescritta dall'art. 88 TULPS. Sebbene l'illecito sia stato confermato, il giudice ha ridotto l'importo al minimo edittale di 7.500 euro, poiché l'autorità non ha motivato adeguatamente l'applicazione di una sanzione superiore al minimo per i cinque apparecchi individuati.
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Sospensione giudizio rottamazione: la Cassazione decide
Un imprenditore, sanzionato per violazioni in materia di giochi e scommesse, ricorre in Cassazione. A seguito della sua adesione alla definizione agevolata dei carichi ("rottamazione quater"), la Corte Suprema, discostandosi da un precedente orientamento, non dichiara l'inammissibilità del ricorso ma opta per la sospensione del giudizio per rottamazione. La decisione è subordinata alla presentazione della documentazione che attesti l'integrale pagamento delle somme dovute.
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Autorizzazione scommesse: la Cassazione attende la CGUE
Un operatore del settore scommesse è stato multato per aver installato apparecchi di intrattenimento senza la necessaria autorizzazione scommesse. Il caso, giunto in Cassazione, è stato sospeso in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sulla compatibilità della normativa italiana in materia di licenze con i principi comunitari di libera prestazione dei servizi.
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Licenza scommesse: Cassazione e autorizzazioni TULPS
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa a un'operatrice per l'installazione di apparecchi da gioco senza la specifica licenza scommesse prevista dall'art. 88 TULPS. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'operatore che invoca il diritto dell'Unione Europea per giustificare la mancanza del titolo deve fornire la prova rigorosa di essere stato discriminato nell'accesso alle concessioni. È stata inoltre esclusa la buona fede, poiché l'operatrice era consapevole della necessità dell'autorizzazione.
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Licenza scommesse: quando è obbligatoria per VLT?
Una società che gestiva un centro scommesse è stata multata per aver installato apparecchi da intrattenimento (VLT) senza la specifica licenza scommesse richiesta dall'art. 88 TULPS. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo che l'onere di dimostrare un'eventuale esclusione discriminatoria dalle gare pubbliche, che potrebbe giustificare la mancanza della licenza, spetta all'operatore. La Corte ha inoltre stabilito che il principio della retroattività della sanzione più favorevole non si applica a questa tipologia di illecito amministrativo.
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Licenza scommesse: Cassazione e competenza sezionale
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta un caso relativo a una sanzione amministrativa per esercizio di attività di scommesse senza la necessaria licenza. Un esercente, multato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, aveva ottenuto l'annullamento della sanzione in appello. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, prima di decidere nel merito, ha rilevato una questione di competenza interna, rinviando il ricorso alla Seconda Sezione Civile, specializzata in materia di sanzioni amministrative, per la decisione finale sulla legittimità della sanzione legata alla licenza scommesse.
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Improcedibilità del ricorso: errore che costa caro
Una società di noleggio di apparecchi da intrattenimento impugna una sanzione amministrativa. Tuttavia, il suo ricorso per cassazione viene respinto per un vizio di forma: la mancata presentazione della copia autentica della sentenza impugnata entro i termini di legge. L'ordinanza sottolinea il rigore delle scadenze procedurali, dichiarando l'improcedibilità del ricorso e condannando la società al pagamento delle spese e di ulteriori sanzioni pecuniarie.
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