LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 86 d.P.R. 309/90

0 provvedimenti

Espulsione dello straniero: Patteggiamento non esonera dalla valutazione
Un Tribunale ha condannato un Lavoratore straniero per reati di droga tramite patteggiamento, omettendo di valutare la sua pericolosità sociale per l'applicazione della misura di sicurezza dell'**espulsione dello straniero**. Il Procuratore Generale ha impugnato questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in caso di patteggiamento, il giudice deve sempre accertare la pericolosità sociale del condannato straniero prima di disporre l'espulsione. L'omissione di tale valutazione rende la sentenza impugnabile. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza limitatamente a questo punto, rinviando gli atti al Tribunale per una nuova valutazione sulla necessità dell'**espulsione dello straniero** dopo la pena.
Continua »
Ricorso inammissibile: Patteggiamento e Espulsione, il Limite dell’Appello
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento del GIP di Macerata. La sentenza aveva condannato il Lavoratore per reati legati allo spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, disponendo anche la sua espulsione dal territorio italiano. Il ricorso contestava la motivazione sull'espulsione e la qualificazione giuridica dei fatti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondate le contestazioni sull'espulsione e ha chiarito che il ricorso contro una sentenza di patteggiamento è possibile solo per specifici motivi, non riscontrati nel caso. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione dopo il patteggiamento: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi presentati da alcuni imputati condannati per spaccio di stupefacenti a seguito di patteggiamento. I ricorrenti contestavano la qualificazione giuridica dei fatti e l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dal territorio dello Stato. La Suprema Corte ha chiarito i rigidi limiti del ricorso per cassazione dopo il patteggiamento, introdotto dalla riforma del 2017. La Corte ha rigettato i ricorsi principali e dichiarato inammissibili gli altri, confermando che la qualificazione giuridica concordata tra le parti non può essere rimessa in discussione se non in caso di errore manifesto. Inoltre, ha ritenuto legittima e ben motivata l'espulsione dei condannati privi di regolare soggiorno e di mezzi leciti di sussistenza. Gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e, in alcuni casi, a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Misura di sicurezza dell’espulsione: stop a sentenze incomplete
Il Tribunale ha condannato un cittadino straniero per spaccio di droga, ma ha omesso di valutare la recidiva e l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dal territorio dello Stato. Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza evidenziando la pericolosità sociale dell'uomo, privo di dimora e con precedenti penali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione limitatamente a questi aspetti. Il caso torna ora al Tribunale per stabilire se applicare l'aumento di pena per i precedenti e disporre l'allontanamento dal Paese dopo l'espiazione della pena.
Continua »
Espulsione dello straniero: obbligatoria la verifica del giudice
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza di patteggiamento con cui il Giudice per le indagini preliminari ha condannato Il Cittadino Straniero a quattro anni di reclusione per reati di droga, omettendo però di disporre l'espulsione dello straniero dal territorio dello Stato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per i reati in materia di stupefacenti l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione è obbligatoria, a condizione che il giudice accerti in concreto la pericolosità sociale del condannato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla mancata decisione sulla misura di sicurezza, rinviando gli atti al giudice di merito per effettuare questa specifica valutazione.
Continua »
Termine per impugnare scaduto: la Procura perde il ricorso
Un cittadino straniero ha concordato una pena per spaccio di sostanze stupefacenti. Il Procuratore Generale ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando che il giudice non avesse valutato l'espulsione dello straniero dal territorio dello Stato e la sua pericolosità sociale. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine per impugnare. La legge prevede infatti un limite di quindici giorni per presentare l'impugnazione contro le sentenze emesse in camera di consiglio, decorrente dalla comunicazione del deposito del provvedimento. Poiché il ricorso è stato depositato quasi un mese dopo la notifica, la Suprema Corte ha respinto l'istanza senza esaminare il merito della questione, confermando la sentenza di patteggiamento originaria.
Continua »
Spaccio e patteggiamento: espulsione dello straniero da valutare
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza di patteggiamento con cui il Tribunale di Bergamo ha condannato a quattro anni di reclusione una cittadina straniera per spaccio di stupefacenti, omettendo però di disporre l'espulsione dello straniero come misura di sicurezza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che il giudice di merito, pur avendo accertato la concreta pericolosità sociale della donna (inserita in una rete di spaccio e attiva anche sotto misura cautelare), non ha valutato l'applicazione della misura di sicurezza dell'allontanamento dal territorio dello Stato. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza limitatamente a questa omissione, rinviando il caso al Tribunale per un nuovo esame.
Continua »
Traffico di stupefacenti: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti a carico di un soggetto trovato in possesso di circa 150 grammi di eroina. Nonostante la difesa sostenesse l'inconsapevolezza del trasporto, il tentativo di occultare la sostanza alla vista delle autorità ha provato il dolo. La Corte ha negato la qualificazione di lieve entità e l'attenuante della collaborazione, poiché le informazioni fornite erano generiche e non utili. È stata inoltre confermata la confisca del denaro per sproporzione rispetto al reddito e la misura dell'espulsione.
Continua »
Espulsione dello straniero: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di espulsione dello straniero condannato per spaccio di lieve entità. La ricorrente aveva contestato la misura invocando i propri legami familiari, ma i giudici hanno ritenuto che la motivazione della sentenza d'appello fosse logica e completa. La pericolosità sociale è stata considerata prevalente sulla condizione familiare, rendendo il ricorso inammissibile e comportando la condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Convalida trattenimento straniero: guida alla competenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza per la convalida trattenimento straniero è determinata dal titolo giuridico del provvedimento. Se il trattenimento riguarda un richiedente protezione internazionale ai sensi dell'art. 6 d.lgs. 142/2015, la competenza spetta alla Corte d'Appello, anche se la domanda di asilo è stata rigettata poco prima dell'adozione dell'atto amministrativo.
Continua »
Attenuanti generiche: la Cassazione chiarisce i limiti
Un uomo è stato condannato per possesso di un'ingente quantità di cocaina. Ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo le attenuanti generiche in virtù della sua confessione e di altri elementi positivi della sua vita. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che un giudice può negare le attenuanti basandosi esclusivamente sulla gravità del reato, se questa è tale da superare ogni altro fattore favorevole all'imputato.
Continua »
Espulsione per droga: la Cassazione conferma la pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di due chilogrammi di cocaina. La Corte ha confermato tutte le statuizioni della sentenza d'appello, inclusa la pena detentiva, la confisca dei beni per sproporzione e la misura di sicurezza dell'espulsione a pena espiata. La decisione sottolinea che, per evitare l'espulsione, non è sufficiente allegare l'esistenza di un nucleo familiare, ma è necessario provare una convivenza effettiva.
Continua »
Ricorso PM patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del PM avverso una sentenza di patteggiamento che aveva omesso di applicare la misura di sicurezza dell'espulsione. La decisione si fonda sui limiti tassativi all'impugnazione del pubblico ministero previsti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che non consentono di censurare la mancata applicazione di una misura di sicurezza, a meno che non sia obbligatoria per legge. La Corte ha chiarito che resta aperta per il P.M. la possibilità di agire tramite incidente di esecuzione.
Continua »
Ricorso inammissibile: la rivalutazione dei fatti
Un individuo condannato per plurimi episodi di spaccio di sostanze stupefacenti ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che due distinti capi d'imputazione avrebbero dovuto essere considerati come un'unica condotta criminosa. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché la richiesta dell'imputato si configurava come un tentativo di ottenere una nuova valutazione delle prove e dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La sentenza impugnata è stata quindi confermata, ribadendo che la Cassazione non può sostituire la propria interpretazione dei fatti a quella, logicamente motivata, dei giudici di merito.
Continua »
Espulsione straniero: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato la legittimità sia della confisca del denaro per sproporzione rispetto ai redditi dichiarati, sia dell'ordine di espulsione straniero. Quest'ultimo è stato ritenuto validamente motivato sulla base della concreta pericolosità sociale del soggetto, anche nell'ambito di una sentenza di patteggiamento.
Continua »
Concordato in Appello: Limiti al Ricorso in Cassazione
Due individui ricorrono in Cassazione contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili, ribadendo che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare nuove doglianze, salvo vizi nella formazione della volontà o pena illegale. L'accordo, infatti, implica una rinuncia ai motivi di appello non concordati.
Continua »
Espulsione Straniero: omissione misura di sicurezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per non aver deciso sulla misura di sicurezza dell'espulsione straniero condannato per reati di droga. Anche se il giudice aveva riconosciuto la pericolosità dell'imputato per altri fini, non ha effettuato la valutazione specifica richiesta dalla legge per l'espulsione. La Corte ha ribadito che tale omissione deve essere contestata con ricorso per cassazione e non con appello, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul punto.
Continua »
Presenza imputato detenuto: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, stabilendo un principio chiave sulla presenza imputato detenuto in appello. La Corte ha chiarito che, nel giudizio camerale d'appello che segue un rito abbreviato, non vi è obbligo di traduzione dell'imputato se quest'ultimo non ne fa espressa richiesta. La semplice istanza di trattazione orale da parte del difensore non è sufficiente a generare tale obbligo. La Corte ha inoltre confermato la gravità del reato, escludendo l'ipotesi lieve a causa della purezza e varietà delle sostanze.
Continua »
Espulsione straniero: quando è legittima? La Cassazione
Un cittadino straniero, condannato per spaccio e porto d'armi, ricorre contro l'ordine di espulsione. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando che l'espulsione dello straniero è legittima se il giudice motiva adeguatamente sulla concreta pericolosità sociale, anche in caso di patteggiamento. L'integrazione sociale e l'incensuratezza non sono sufficienti a escluderla di fronte a reati gravi.
Continua »