LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 85 Codice di Procedura Civile

Pagina 7 di 7

126 provvedimenti

Segreto professionale avvocato: limiti all’accesso
Un avvocato, sottoposto ad accertamento fiscale, si opponeva all'esame di un block notes invocando il segreto professionale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito l'illegittimità dell'acquisizione di prove basata su un'autorizzazione preventiva e generica del Pubblico Ministero. Per superare il segreto professionale avvocato, l'autorizzazione deve essere specifica, motivata e rilasciata solo dopo che il professionista ha opposto il segreto, rendendo inutilizzabili le prove raccolte in violazione di tale principio.
Continua »
Segreto professionale: limiti agli accessi fiscali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro un professionista, stabilendo un principio fondamentale in materia di segreto professionale durante le verifiche fiscali. L'ordinanza conferma che le prove raccolte tramite un'autorizzazione preventiva e generica a violare il segreto professionale sono inutilizzabili. L'autorizzazione del magistrato deve essere richiesta solo dopo che il contribuente ha sollevato l'eccezione e deve essere specifica per i documenti in questione, garantendo così un corretto bilanciamento tra le esigenze di accertamento e la tutela dei diritti del professionista. La decisione ha annullato l'avviso di accertamento basato su tali prove illegittimamente acquisite.
Continua »
Frodi carosello: la buona fede non basta, serve diligenza
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento fiscale per indebita detrazione IVA a carico di una società, ritenuta coinvolta in una frode carosello. La Corte ha stabilito che, in contesti di operazioni soggettivamente inesistenti, non è sufficiente per l'acquirente dimostrare la propria buona fede attraverso la regolarità formale delle operazioni, come il pagamento e la consegna della merce. È invece necessario provare di aver esercitato la massima diligenza per verificare l'affidabilità del fornitore e non essere coinvolto nello schema fraudolento.
Continua »
Notifica al curatore: quando inizia l’impugnazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di fallimento, la notifica di un avviso di accertamento fiscale effettuata solo presso la sede legale della società fallita, e non al curatore, è inefficace per far decorrere il termine di impugnazione. Il 'dies a quo', ovvero il giorno da cui parte il termine per ricorrere, coincide con la data in cui l'atto viene correttamente notificato al curatore fallimentare, unico soggetto legittimato a rappresentare l'impresa in giudizio. La Corte ha quindi accolto il ricorso della curatela, ritenendo tempestiva l'impugnazione.
Continua »
Frode carosello: la buona fede del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i principi relativi all'onere della prova in caso di frode carosello. L'Amministrazione Finanziaria deve dimostrare la fittizietà del fornitore e la consapevolezza del cessionario, anche per presunzioni. Il contribuente, per provare la propria buona fede, non può limitarsi a dimostrare la regolarità formale delle operazioni, ma deve provare di aver usato la massima diligenza per non essere coinvolto nella frode. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato l'avviso di accertamento basandosi su una valutazione insufficiente degli indizi di frode e della buona fede del contribuente, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Rivalutazione monetaria: no all’automatismo
In un caso di espropriazione risalente al 1982, alcuni proprietari terrieri hanno richiesto la rivalutazione monetaria sul conguaglio dell'indennità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale indennità costituisce un debito di valuta. Pertanto, la rivalutazione monetaria non è automatica, ma deve essere richiesta e provata come 'maggior danno' subito a causa del ritardo nel pagamento, cosa che i ricorrenti non hanno fatto. La Corte ha anche chiarito che l'annullamento di un capo principale di una sentenza si estende ai capi accessori, come quello sulla rivalutazione, impedendo la formazione di un giudicato parziale.
Continua »