LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 83 TUIR

0 provvedimenti

Sale and Lease Back: Plusvalenza tassata su 15 anni, non 5
La Corte di Cassazione ha chiarito un importante aspetto della Tassazione Plusvalenza Sale and Lease Back. L'Agenzia delle Entrate contestava il metodo di una società per tassare il guadagno (plusvalenza) derivante da un'operazione di sale and lease back, sostenendo dovesse essere spalmato su 5 anni. La società, invece, lo aveva ripartito su 15 anni, pari alla durata del contratto di locazione finanziaria, basandosi su principi contabili civilistici. La Suprema Corte ha confermato che la plusvalenza deve essere tassata lungo l'intera durata del leasing, riconoscendo la natura unitaria e finanziaria del contratto e allineando la disciplina fiscale a quella civilistica. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Deducibilità spese sponsorizzazione: il Fisco non può decidere
L'Azienda e i suoi soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento con cui il Fisco negava la deducibilità di alcuni costi di sponsorizzazione versati ad associazioni sportive dilettantistiche, ritenendoli non inerenti e sproporzionati rispetto ai ricavi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei contribuenti, stabilendo che per tali spese opera una presunzione legale assoluta sulla loro natura pubblicitaria. Di conseguenza, la deducibilità spese sponsorizzazione non può essere contestata dal Fisco sotto il profilo dell'inerenza o della congruità, purché sussistano i requisiti di legge: natura dilettantistica del soggetto sponsorizzato, rispetto dei limiti di spesa, finalità promozionale ed effettivo svolgimento dell'attività pubblicitaria. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Abusiva concessione di credito: la banca deve verificare il fisco
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fallimento di un'azienda contro l'ammissione al passivo di un credito bancario derivante da un mutuo. La curatela contestava l'operato della banca per abusiva concessione di credito, avendo questa erogato il finanziamento nonostante un enorme debito fiscale del beneficiario e discrepanze tra bilanci e dichiarazioni IRAP. Il Tribunale aveva escluso la responsabilità della banca, ritenendo non obbligatoria la verifica dei carichi pendenti tributari. La Cassazione ha invece stabilito che la corrispondenza formale tra bilanci e dichiarazioni dei redditi non esonera l'istituto di credito da controlli più approfonditi. Spetta al giudice di merito valutare se, secondo la diligenza dell'accorto banchiere, fosse esigibile l'acquisizione del certificato dei carichi fiscali pendenti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Consolidato fiscale: cooperative salve dai limiti sulle perdite
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una Società Cooperativa l'utilizzo delle perdite fiscali del 2013 all'interno del consolidato fiscale, ritenendo applicabili i limiti di riportabilità previsti dalla legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo che i limiti al riporto delle perdite per i soggetti con utili esenti si applicano solo per lo scomputo negli anni successivi. Al contrario, le perdite generate e compensate nello stesso esercizio all'interno del consolidato fiscale non subiscono questa limitazione, poiché si compensano immediatamente con i redditi delle altre società del gruppo. Il ricorso del fisco è stato quindi respinto, confermando l'annullamento dell'atto impositivo.
Continua »
Ammortamento dell’avviamento: scontro tra fisco e società
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone la deduzione di una minusvalenza derivante dalla cessione di un'azienda nel 1996. La società aveva calcolato la perdita basandosi sul valore originario dell'avviamento iscritto nel 1991, senza aver mai effettuato l'ammortamento dell'avviamento nei cinque anni precedenti. Secondo il fisco, il valore dell'avviamento doveva considerarsi azzerato al momento della vendita. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione alla società, ritenendo l'ammortamento una mera facoltà. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici sulla possibilità di dichiarare una minusvalenza sul costo originario dell'avviamento non ammortizzato, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un approfondimento, disponendo l'acquisizione dei fascicoli di merito.
Continua »
Soggettività passiva IRES: s.r.l. pubblica perde il rimborso
Una società di ricerca scientifica nel settore conciario, nata dalla trasformazione di un ente pubblico in società a responsabilità limitata (S.r.l.), ha chiesto il rimborso dell'IRES versata sui contributi obbligatori ricevuti dalle imprese del settore. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che la sua trasformazione in S.r.l. determina la piena soggettività passiva IRES sull'intero reddito, compresi i contributi obbligatori. La forma societaria prevale infatti sulla natura pubblica dell'attività e sulla natura di imposta dei contributi percepiti. Di conseguenza, la società perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
Continua »
Conto corrente e Fisco: le presunzioni bancarie costano caro
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un avviso di accertamento emesso nei confronti di un rivenditore di tabacchi. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato un maggior reddito basandosi sulle movimentazioni bancarie del contribuente. La Corte ha confermato la validità dell'accertamento, ribadendo il principio delle 'presunzioni bancarie'. Secondo i giudici, spetta al contribuente fornire una prova analitica e specifica per dimostrare che ogni singola operazione non è riconducibile a reddito d'impresa. Le giustificazioni generiche o la semplice affermazione che i fondi derivino da altre attività non sono sufficienti a superare la presunzione legale. Di conseguenza, il ricorso del contribuente è stato respinto, con la conferma delle maggiori imposte richieste dal Fisco.
Continua »
Svalutazione Rimanenze Indeducibile: Fisco Vince su Immobile
Una società immobiliare ha svalutato in bilancio un immobile destinato alla vendita, cercando di dedurre la perdita come minusvalenza. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, emettendo un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiaro: per i beni in rimanenza valutati a costo specifico, la svalutazione è fiscalmente irrilevante. La regola del 'minor valore tra costo e mercato' non si applica in questi casi. Di conseguenza, la Corte ha confermato la regola della svalutazione rimanenze indeducibile fino al momento della vendita effettiva del bene. La Società ha perso la causa e l'accertamento è stato confermato.
Continua »
Rimanenze finali e risarcimento: quando non sono tasse
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un avviso di accertamento emesso contro una società di costruzioni per la mancata tassazione di somme iscritte come rimanenze finali. Tali importi derivavano da riserve avanzate in un appalto pubblico per fermo cantiere e immobilizzazione di mezzi. Mentre l'Amministrazione Finanziaria riteneva tali somme tassabili come maggiorazioni di prezzo, i giudici di merito hanno stabilito che si trattava di risarcimenti per perdite patrimoniali (danno emergente) e non di reddito imponibile. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate poiché basato su una richiesta di rivalutazione dei fatti e su argomentazioni giuridiche nuove rispetto al primo grado di giudizio.
Continua »
Periodo d’imposta: crediti esteri e società capitali
Una società di capitali ha impugnato il recupero dell'IRES derivante dal disconoscimento di crediti per imposte pagate all'estero su royalties. L'amministrazione finanziaria sosteneva che tali crediti, maturati nel 2009, non potessero essere inseriti nella dichiarazione relativa all'anno 2008. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per le società con esercizio non coincidente con l'anno solare, il periodo d'imposta è determinato dalla durata dell'esercizio sociale stabilito nell'atto costitutivo. Di conseguenza, le ritenute subite tra ottobre 2008 e settembre 2009 appartengono legittimamente allo stesso periodo d'imposta dichiarato.
Continua »
Deducibilità costi: regole per immobili non in uso
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della deducibilità costi relativi a un capannone industriale locato e ristrutturato, ma non ancora utilizzato. La sentenza distingue tra canoni di locazione e quote di ammortamento. I canoni sono deducibili se inerenti a un progetto imprenditoriale futuro. Al contrario, l'ammortamento delle spese di ristrutturazione può iniziare solo quando il bene è effettivamente inserito nel ciclo produttivo. La decisione conferma che la funzionalità del bene è il presupposto essenziale per la deduzione delle quote di ammortamento.
Continua »
Svalutazione crediti e day one loss: novità fiscali
La controversia riguarda la spettanza di un credito d'imposta derivante dalla trasformazione di imposte anticipate per una società attiva nel credito al consumo. Il punto centrale è la qualificazione fiscale delle 'day one loss', ovvero le differenze negative tra valore nominale e valore di mercato rilevate alla prima iscrizione dei crediti. L'Agenzia delle Entrate contesta la riconducibilità di tali componenti alla svalutazione crediti ex art. 106 TUIR, considerandole invece perdite di competenza non agevolabili. La Suprema Corte, riscontrando l'assenza di precedenti specifici su questa delicata materia, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
Continua »
Responsabilità del liquidatore: guida Cassazione
La Corte di Cassazione ha delineato i confini della responsabilità del liquidatore in caso di debiti tributari emersi dopo l'estinzione della società. Il caso nasce da un'operazione di ristrutturazione del debito ritenuta elusiva dall'Agenzia delle Entrate, che ha generato una sopravvenienza attiva non dichiarata. La Suprema Corte ha stabilito che la cancellazione della società non impedisce al Fisco di accertare i debiti pregressi e di rivalersi sul liquidatore. Tale responsabilità, di natura risarcitoria e non successoria, scatta se il liquidatore non dimostra di aver pagato i crediti tributari prima di distribuire beni ai soci, rispettando l'ordine di preferenza dei crediti.
Continua »
Dichiarazione infedele: debiti fittizi e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di dichiarazione infedele nei confronti dell'amministratore di una società che ha omesso di indicare sopravvenienze attive nel bilancio 2015. Tali componenti positivi derivavano dalla permanenza in contabilità di debiti inesistenti o fittizi verso fornitori e soci, risalenti ad anni precedenti. La Corte ha stabilito che la mancata regolarizzazione di queste poste nell'anno d'imposta verificato configura il reato, poiché altera direttamente il reddito imponibile della specifica annualità, rendendo irrilevante il momento in cui il debito fittizio è stato originariamente iscritto.
Continua »
Utili extracontabili: quando si presumono distribuiti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33323/2023, ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo a una società a ristretta base partecipativa. La Corte ha precisato che il regime di tassazione parziale previsto per i dividendi non si applica a tali profitti, in quanto derivanti da evasione fiscale a livello societario. Nel caso di specie, il ricorso di un socio è stato rigettato, mentre la posizione di un altro è stata archiviata per adesione alla definizione agevolata.
Continua »
Onere della prova: operazioni inesistenti e fatture
Una società di servizi impugnava un avviso di accertamento per operazioni oggettivamente inesistenti. La Cassazione ha respinto il ricorso, ribadendo che in tema di onere della prova, una volta che l'Amministrazione Finanziaria dimostra, anche con presunzioni, la fittizietà delle operazioni, spetta al contribuente provare la loro effettiva esistenza. La sola esibizione della fattura o dei mezzi di pagamento non è sufficiente.
Continua »
Regime fiscale ASD: quando viene disconosciuto
La Cassazione analizza il caso di una ASD a cui è stato revocato il regime fiscale agevolato. Pur confermando la natura commerciale dell'attività, la Corte cassa la sentenza per omessa pronuncia sulla detrazione dei costi, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Prova di resistenza: onere della prova del contribuente
Una società di commercio auto ha impugnato un accertamento IVA basato su presunta inattendibilità delle scritture contabili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, per contestare la violazione del contraddittorio preventivo, il contribuente deve fornire una specifica "prova di resistenza", dimostrando con argomenti concreti e non pretestuosi quale sarebbe stato l'esito diverso del procedimento. Le affermazioni generiche della società sono state ritenute insufficienti, confermando così la validità dell'accertamento fiscale.
Continua »
Differenza da recesso: non è costo deducibile per Srl
Una società a responsabilità limitata si è vista negare la deducibilità del costo sostenuto per liquidare due soci parzialmente receduti. L'importo, definito come "differenza da recesso", ovvero l'eccedenza tra il valore di mercato e quello nominale della quota, è stato qualificato dalla Corte di Cassazione non come un onere deducibile, ma come una remunerazione e un'anticipata distribuzione di utili. Pertanto, la somma non può essere sottratta dal reddito imponibile della società.
Continua »
Non dispersione della prova: il dovere del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello che aveva condannato un ex amministratore per pagamenti ingiustificati. La corte territoriale aveva errato nel non considerare documenti cruciali (fatture) solo perché non erano stati ridepositati nel fascicolo d'appello, violando così il principio di non dispersione della prova. Secondo la Suprema Corte, un documento prodotto in primo grado è acquisito al processo e il giudice d'appello, se sollecitato, ha il dovere di esaminarlo.
Continua »