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art. 83, comma 2, d.l. n. 18 del 2020

13 provvedimenti

Sospensione Termini Processuali Covid: Appello fuori termine se chiedi l’udienza
Tre imputati, condannati per traffico di stupefacenti, hanno visto il loro appello dichiarato inammissibile dalla Corte d'Appello perché presentato fuori termine. Essi sostenevano che la Sospensione termini processuali Covid dovesse applicarsi. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità. Ha stabilito che la richiesta di celebrare l'udienza in presenza o da remoto durante l'emergenza sanitaria, anche se fatta dagli imputati detenuti, implica una rinuncia alla sospensione dei termini per impugnare la sentenza. Pertanto, i ricorsi sono stati respinti e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Indennità sostitutiva di mensa: vince il lavoratore, azienda perde per un ritardo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a ricevere una indennità sostitutiva di mensa, sotto forma di buoni pasto, per l'attività svolta fuori sede. Questo diritto era previsto da un accordo sindacale. L'Azienda si era opposta al pagamento e aveva impugnato la decisione a lei sfavorevole. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il ricorso dell'Azienda inammissibile perché presentato fuori tempo massimo. Di conseguenza, la condanna al pagamento dei buoni pasto è diventata definitiva, sancendo la vittoria del Lavoratore non nel merito, ma per un errore procedurale della controparte.
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Giudicato esterno: come blocca un nuovo processo
Una società ha impugnato una decisione della Corte d'Appello che riconosceva a un dipendente il diritto all'assunzione. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione in base al principio del giudicato esterno, poiché una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti aveva già negato tale diritto. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i ricorsi di altri lavoratori relativi a un presunto trasferimento di ramo d'azienda, confermando che tale valutazione è una questione di fatto riservata ai giudici di merito.
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Atti fiscali digitali: la firma è sempre valida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10829/2024, ha chiarito la validità degli atti fiscali digitali. Un avviso di accertamento creato in formato elettronico e firmato digitalmente è legittimo, così come la sua notifica tramite copia cartacea conforme all'originale. La Corte distingue tra l'attività di controllo, esclusa dal Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), e l'attività di accertamento, che invece vi rientra. Questa decisione convalida il processo di digitalizzazione dell'Agenzia delle Entrate.
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Processo tributario impugnazione-merito: poteri giudice
Annullare un avviso di liquidazione per errori di calcolo non è sufficiente. In un processo tributario impugnazione-merito, il giudice ha il dovere di ricalcolare l'imposta corretta. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27098/2024, ha cassato la decisione di una commissione tributaria regionale, ribadendo la natura sostitutiva della pronuncia del giudice tributario, che deve entrare nel merito della pretesa fiscale e non limitarsi a un annullamento meramente formale.
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Sospensione termini processuali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile un appello per tardività. La Cassazione ha chiarito che la sospensione dei termini processuali, introdotta durante l'emergenza COVID-19, rendeva l'appello tempestivo. Tuttavia, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, portando all'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna.
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Riorganizzazione societaria: quando è elusione fiscale
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di riorganizzazione societaria contestata dall'Agenzia Fiscale come operazione elusiva. La Corte ha stabilito che la libertà di scelta delle forme giuridiche non esime le imprese dal dimostrare l'esistenza di valide ragioni economiche extrafiscali. La sentenza di merito è stata annullata con rinvio perché non aveva adeguatamente valutato la sostanza economica dell'operazione, limitandosi a un'affermazione generica sulla libertà imprenditoriale. Il giudice del rinvio dovrà anche pronunciarsi sulla mancata attivazione del contraddittorio preventivo, questione di carattere pregiudiziale.
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Termini impugnazione opposizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di opposizione esecutiva. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, poiché i termini impugnazione opposizione non sono soggetti alla sospensione feriale, regola che si estende a ogni fase e grado del giudizio, inclusa la fase di legittimità.
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Litispendenza e spese legali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordinanza con cui un giudice dichiara la litispendenza deve obbligatoriamente pronunciarsi anche sulla liquidazione delle spese legali e sulla richiesta di risarcimento per lite temeraria. Nel caso di specie, due clienti avevano eccepito con successo la litispendenza in una causa intentata dal loro ex avvocato, ma il Tribunale aveva omesso di decidere sulle loro richieste accessorie. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che tale omissione costituisce un vizio di procedura e ha rinviato la causa al Tribunale per una nuova valutazione.
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Proprietà condominiale: il ballatoio è parte comune?
Una condomina modifica un ballatoio, ritenendolo privato. I vicini si oppongono. La Cassazione conferma la decisione d'appello: il ballatoio è parte comune. Viene ribadito il principio della presunzione di proprietà condominiale ex art. 1117 c.c., respingendo il ricorso della condomina e confermando l'ordine di demolizione.
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Cumulo sospensione termini: COVID e feriale si sommano
La Corte di Cassazione ha stabilito il principio del cumulo sospensione termini, affermando che il periodo di sospensione straordinaria per l'emergenza COVID-19 si somma a quello della sospensione feriale. Nel caso esaminato, un'associazione aveva impugnato una sentenza tributaria. L'appello era stato dichiarato inammissibile perché tardivo dalla corte di secondo grado, la quale aveva erroneamente escluso la possibilità di sommare i due periodi. La Cassazione ha cassato la decisione, chiarendo che i due periodi, non essendo sovrapponibili e avendo finalità diverse, vanno entrambi aggiunti al termine lungo di impugnazione di sei mesi, rendendo l'appello tempestivo.
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Cumulo sospensione termini: COVID e feriale si sommano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16716/2025, ha stabilito un principio fondamentale sul calcolo dei termini processuali. Ha affermato che la sospensione straordinaria dei termini introdotta per l'emergenza COVID-19 è cumulabile con la tradizionale sospensione feriale. Nel caso esaminato, un'associazione aveva impugnato una sentenza tributaria. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'atto tardivo, non applicando il cumulo sospensione termini. La Cassazione ha ribaltato la decisione, specificando che i 64 giorni di stop per la pandemia e i 31 giorni di pausa estiva si sommano, rendendo l'appello tempestivo. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per l'esame del merito.
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Cumulo sospensione termini: COVID e feriale si sommano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16717/2025, ha chiarito il principio del cumulo sospensione termini. La sospensione dei termini processuali per l'emergenza COVID (64 giorni) si somma a quella feriale (31 giorni) nel calcolo del termine lungo per l'impugnazione. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato tardivi gli appelli di un ente fiscale e di un'associazione, ritenendo erroneamente non cumulabili i due periodi di sospensione.
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