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Art. 83 Codice Civile

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Retribuzione di posizione: spetta anche senza nomina formale
Il Lavoratore, ingegnere presso un Ente Pubblico, ha chiesto il riconoscimento della retribuzione di posizione per aver svolto funzioni di alta specializzazione. La Corte d'appello ha respinto la domanda per mancanza di un incarico formale e di attività aggiuntive rispetto a quelle ordinarie. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Lavoratore. I giudici hanno stabilito che la retribuzione di posizione spetta anche senza un provvedimento formale di nomina, purché il dipendente abbia effettivamente svolto mansioni di elevata responsabilità organizzativa già previste dall'ente. La sentenza impugnata è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Responsabilità avvocato: quando l’appello è perso
Una cliente cita in giudizio il proprio legale per responsabilità avvocato, accusandolo di non aver impugnato una sentenza sfavorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità del professionista sussiste solo se l'appello omesso avesse avuto concrete probabilità di successo. In questo caso, la Corte ha ritenuto che l'impugnazione sarebbe stata verosimilmente respinta, escludendo così il nesso di causalità tra l'omissione del legale e il danno lamentato dalla cliente.
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Progressione economica: diritto anche se in pensione
Un dipendente pubblico, andato in pensione durante una lunga procedura selettiva per la progressione economica, era stato escluso dalla graduatoria finale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la cessazione dal servizio non può invalidare il diritto acquisito. La Corte ha chiarito che la progressione economica non serve solo a incentivare il lavoro futuro, ma anche a premiare la professionalità già maturata, e che l'amministrazione non può aggiungere requisiti non previsti, come la permanenza in servizio fino alla fine della selezione.
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Progressione economica: diritto anche se in pensione
Un dipendente pubblico, escluso da una graduatoria per la progressione economica perché andato in pensione prima della sua approvazione finale, ha visto riconosciuto il suo diritto dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che il requisito fondamentale è essere in servizio all'avvio della procedura. La progressione economica, infatti, non serve solo a incentivare il lavoro futuro, ma anche a premiare le competenze e la flessibilità dimostrate in passato. Pertanto, la cessazione dal servizio dovuta a pensionamento non può annullare un diritto già maturato.
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Clausola penale: come si calcola il risarcimento?
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa alla risoluzione di un contratto per l'installazione di apparecchi da gioco. A seguito dell'inadempimento dell'esercente, la società fornitrice ha richiesto l'applicazione della clausola penale. La Suprema Corte, pur rigettando la maggior parte dei motivi di ricorso, ha accolto quello relativo all'errato calcolo del periodo di inadempimento, rideterminando l'importo della penale sulla base delle stesse dichiarazioni iniziali della parte attrice, in applicazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Servizio pre-ruolo: vale per la carriera? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4079/2024, ha respinto il ricorso di un'Amministrazione pubblica, confermando il diritto di alcuni dipendenti a vedersi riconosciuto il servizio pre-ruolo ai fini della progressione economica. La Corte ha stabilito che il principio di non discriminazione, derivante dalla normativa europea, impone di valorizzare l'esperienza professionale maturata anche con contratti a tempo determinato, a meno che l'Amministrazione non fornisca prove di ragioni oggettive che giustifichino un trattamento differente, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Improcedibilità ricorso: sentenza incompleta e nullità
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso di una ex dipendente pubblica. La causa è il mancato deposito della copia integrale della sentenza d'appello, un requisito formale ma essenziale per consentire alla Corte di valutare il caso. La decisione sottolinea come un errore procedurale possa precludere l'esame nel merito di una controversia, a prescindere dalle ragioni delle parti.
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