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Art. 826 Codice Civile

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82 provvedimenti

Usucapione beni pubblici: no se costruiti ex lege
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni cittadini che chiedevano l'usucapione di immobili pubblici occupati dal 1946. La Corte ha stabilito che tali beni, costruiti con fondi statali per finalità di edilizia pubblica post-bellica (d.lgs. n. 261/1947), appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato per destinazione di legge (ex lege). Questa natura impedisce l'acquisto della proprietà tramite usucapione, a prescindere dalla durata del possesso.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
L'ordinanza analizza il caso di eredi che, dopo aver perso in due gradi di giudizio una causa di usucapione contro un Comune per un terreno, presentano ricorso in Cassazione. Successivamente, effettuano una rinuncia al ricorso per mancanza di interesse. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del giudizio e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese legali a favore del Comune, sottolineando come la condanna segua la rinuncia anche in assenza di accettazione da parte della controparte.
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Interversione del possesso: non basta non pagare l’affitto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di usucapione. Il caso riguarda un inquilino che, dopo aver smesso di pagare il canone di locazione a un ente pubblico, ha rivendicato la proprietà dell'immobile per usucapione. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che la semplice inadempienza contrattuale (il mancato pagamento del canone) non è sufficiente a trasformare la detenzione in possesso utile per l'usucapione. Per realizzare una valida interversione del possesso, è necessario un atto esterno inequivocabile, diretto contro il proprietario, che manifesti la volontà di possedere l'immobile come proprio.
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Concessioni demaniali: imposta di registro intera
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7996/2025, ha stabilito che per le concessioni demaniali stipulate prima della riforma del 2012, l'imposta di registro deve essere calcolata sull'ammontare totale dei canoni previsti per l'intera durata del contratto, e non pagata annualmente. Il caso riguardava una concessione portuale di 60 anni, per la quale l'Agenzia Fiscale richiedeva il pagamento anticipato dell'imposta sull'intero valore. La Corte ha chiarito che il regime agevolato previsto per le locazioni di immobili urbani non si applica alle concessioni di beni demaniali, che seguono la regola generale della tassazione sull'intero valore contrattuale.
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Beni culturali: confisca anche con assoluzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca di beni culturali di natura archeologica è obbligatoria anche in caso di assoluzione dell'imputato dal reato di impossessamento illecito. La sentenza ribadisce la presunzione di proprietà statale su tali reperti, a meno che il privato non fornisca prova di un acquisto legittimo anteriore al 1909. La confisca, in questo caso, non ha natura sanzionatoria ma reintegratoria del patrimonio dello Stato.
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TOSAP agevolata per produzione energia: la Cassazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che la TOSAP agevolata, tassa sull'occupazione di suolo pubblico, si applica anche alle infrastrutture per la produzione di energia elettrica. La Corte ha chiarito che la produzione è un'attività strumentale all'erogazione del servizio pubblico di distribuzione dell'energia, rientrando così nel campo di applicazione del regime fiscale agevolato. La decisione ha inoltre confermato la tassabilità dei terreni gravati da usi civici, equiparandoli al patrimonio indisponibile del Comune.
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Tariffa agevolata TOSAP: estesa alla produzione energetica
Una società produttrice di energia idroelettrica ha contestato un avviso di accertamento TOSAP emesso da un Comune per l'occupazione di suolo con una galleria di adduzione idrica. La Corte di Cassazione ha respinto sia il ricorso del Comune, che negava il diritto alla tariffa ridotta, sia quello della società, che riteneva il tributo non dovuto. La Corte ha stabilito che la tariffa agevolata TOSAP si applica automaticamente alle aziende di produzione energetica, poiché la loro attività è strumentale al servizio pubblico di distribuzione. Ha inoltre confermato che i terreni gravati da usi civici rientrano nel patrimonio tassabile del Comune.
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TOSAP agevolata: sì alla produzione energetica
Una società di produzione di energia ha impugnato un avviso di accertamento per la Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP) emesso da un Comune per la presenza di condotte idroelettriche su terreni gravati da usi civici. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso, ha stabilito un importante principio: la tariffa di TOSAP agevolata, prevista per i fornitori di servizi pubblici, si applica anche alle imprese che producono energia elettrica. La Corte ha ritenuto tale attività 'strumentale' e indispensabile alla filiera del servizio pubblico energetico nazionale. Gli altri motivi, relativi alla demanialità dei terreni e alle sanzioni, sono stati respinti.
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Tariffa agevolata TOSAP per produttori di energia
Una società che produce energia idroelettrica ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sull'occupazione di suolo pubblico (TOSAP). La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azienda ha diritto alla tariffa agevolata prevista per le reti di servizi pubblici. Questo beneficio si applica automaticamente, senza necessità di una richiesta esplicita, poiché la produzione di energia è un'attività fondamentale e strumentale al servizio nazionale di distribuzione elettrica. La sentenza consolida il principio che l'intera filiera energetica costituisce una rete unitaria di servizio pubblico.
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Premio rinvenimento reperti: la giurisdizione è del TAR
Una società edile, dopo aver scoperto una domus romana, ha contestato l'importo del premio offerto dal Ministero della Cultura. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la controversia sul premio rinvenimento reperti rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. Anche se la legge prevede una stima da parte di un tecnico, l'Amministrazione mantiene un potere discrezionale sulla determinazione finale dell'importo e sulla modalità di pagamento, configurando la posizione del privato come un interesse legittimo e non un diritto soggettivo.
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TOSAP per produzione energia: sì alla tariffa ridotta
Una società di produzione di energia elettrica ha impugnato un avviso di accertamento per la Tassa di Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (T.O.S.A.P.) relativo a gallerie idroelettriche su terreni comunali. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3860/2025, ha stabilito due principi fondamentali. Primo, ha confermato la legittimità del potere di autotutela del Comune, che aveva annullato un primo atto per poi emetterne uno nuovo. Secondo, e più importante, ha accolto i motivi della società riguardanti l'applicazione della tariffa agevolata. La Corte ha statuito che l'attività di produzione di energia è strumentale e inscindibile dal servizio pubblico di fornitura energetica, pertanto le relative infrastrutture beneficiano della tariffa ridotta. Ha inoltre chiarito che tale tariffa si applica automaticamente, senza necessità di una specifica denuncia da parte del contribuente. La sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione dell'importo dovuto.
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TOSAP servizi pubblici: tariffa speciale per produttori
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3861/2025, ha stabilito che la tariffa ridotta per la Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP), prevista per i servizi pubblici, si applica anche alle imprese di produzione di energia elettrica. La Corte ha chiarito che l'attività di produzione è strumentale e inscindibilmente connessa alla filiera energetica, configurando un servizio di pubblica utilità. La sentenza ha inoltre confermato la legittimità del potere di autotutela dell'ente locale, che può sostituire un avviso di accertamento viziato con uno nuovo.
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Occupazione suolo pubblico: delibera vs contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di occupazione suolo pubblico, il contratto di locazione stipulato tra un Comune e un privato prevale su una precedente delibera comunale. Se il contratto esclude un'area esterna, l'occupazione della stessa è illegittima e soggetta al pagamento del relativo canone (COSAP), anche se la delibera iniziale la includeva nell'assegnazione.
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Usucapione immobile pubblico: quando è impossibile?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni eredi che chiedevano di essere riconosciuti proprietari per usucapione di un immobile pubblico. Il bene era stato occupato per decenni, ma la Corte ha stabilito che la loro relazione con l'immobile era di mera detenzione, derivante da un originario rapporto di locazione del loro avo con l'ente pubblico. Senza un atto di 'interversione del possesso' che trasformi la detenzione in possesso pieno, e data la natura di bene appartenente al patrimonio indisponibile, l'usucapione immobile pubblico è stata esclusa, con condanna degli occupanti al risarcimento del danno.
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Giurisdizione giudice ordinario per locazioni con Enti
Una cittadina contesta la natura di un contratto di locazione con un Comune, che lo considera una concessione amministrativa. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18392/2025, ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario per decidere sulla natura del bene e del rapporto, affermando che la domanda verte su diritti soggettivi.
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Distanze legali: presunzione di demanialità stradale
In una controversia sulle distanze legali tra edifici, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che non aveva adeguatamente considerato la natura pubblica di una strada privata ad uso pubblico. L'ordinanza stabilisce che la presunzione di demanialità di una via interna a un centro abitato, aperta al pubblico, deve essere valutata sulla base di elementi sostanziali (uso pubblico, ubicazione, ecc.) e non solo formali. La corretta qualificazione della strada è essenziale per applicare le giuste norme sulle distanze. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Canone occupazione suolo pubblico: quando è dovuto?
Una società editoriale ha contestato la richiesta di pagamento del Canone occupazione suolo pubblico per un chiosco e un traliccio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18695/2025, ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per l'applicazione del canone non è sufficiente la mera proprietà dell'area da parte del Comune, ma è necessario che sia provata l'effettiva destinazione del suolo a uso pubblico, facendolo rientrare nel demanio o nel patrimonio indisponibile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo criterio.
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Canone telecomunicazioni: limiti su beni disponibili?
Una società di telecomunicazioni si oppone al pagamento di un canone di locazione a un Comune per l'installazione di antenne su un terreno del patrimonio disponibile. La Corte d'Appello aveva dato ragione al Comune, ritenendo non applicabile il divieto di imporre oneri aggiuntivi previsto per gli operatori del settore. La Corte di Cassazione, vista la novità e la rilevanza della questione sul canone telecomunicazioni, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora risolvere il merito della controversia.
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Locazione uso diverso: quando è concessione pubblica?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi in un caso riguardante un chiosco-bar su suolo pubblico. La controversia verteva sulla qualificazione del rapporto come locazione uso diverso o concessione amministrativa. La Corte ha rigettato le censure basandosi su principi procedurali, in particolare sulla regola della pluralità di "rationes decidendi", secondo cui se una sentenza si fonda su più ragioni autonome, è necessario impugnarle tutte efficacemente affinché il ricorso sia ammissibile. In questo caso, la qualifica di concessione era supportata sia dalla destinazione dell'area a pubblico servizio sia dalla sua natura parzialmente demaniale.
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IMU concessionario: quando paga l’associazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'associazione sportiva, in qualità di IMU concessionario di un bene del patrimonio pubblico indisponibile, è tenuta al pagamento dell'imposta al pari di un concessionario di bene demaniale. La Corte ha inoltre negato l'esenzione fiscale, rilevando che le attività svolte (corsi a pagamento, tornei, pubblicità) avevano natura commerciale e non meramente simbolica, superando così i requisiti per essere considerate non lucrative. La sentenza chiarisce che lo status di ente non commerciale deve essere verificato nei fatti, anno per anno.
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