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Art. 820 Codice di Procedura Civile

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Arbitrato irrituale: scontro tra soci e validità del lodo
Il Socio Accomandatario di una società di persone ha impugnato il lodo derivante da un arbitrato irrituale avviato dalla madre, socia accomandante, per la rideterminazione delle quote e il risarcimento danni. Il ricorrente lamentava la tardività del lodo e la violazione del contraddittorio per mancata notifica della richiesta di nomina dell'arbitro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'accettazione dell'arbitro può avvenire per fatti concludenti, come la convocazione della prima riunione, da cui decorre il termine per la decisione. Inoltre, il contraddittorio nell'arbitrato irrituale è rispettato se le parti hanno la concreta possibilità di difendersi, anche se decidono volontariamente di non partecipare alle sedute pur essendo state regolarmente convocate.
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Lodo arbitrale: validità e limiti di impugnazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro una sentenza che confermava la validità di un lodo arbitrale relativo a un contratto di somministrazione gas. Il cuore della disputa riguardava la presunta decadenza degli arbitri per superamento dei termini e l'impugnabilità del lodo per violazione di legge. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2006, l'impugnazione per violazione delle regole di diritto richiede una pattuizione espressa tra le parti, non essendo sufficiente il generico riferimento alla decisione secondo diritto.
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Clausola penale consumatore: nullità d’ufficio
In una controversia su un contratto preliminare di vendita immobiliare, la Corte di Cassazione affronta una questione cruciale sulla tutela del consumatore. A seguito di un lungo iter giudiziario in cui una clausola penale era stata solo ridotta, i promissari acquirenti ne hanno eccepito la nullità come clausola vessatoria. La Corte, riconoscendo l'importanza della questione alla luce del diritto europeo, non decide nel merito ma rimette la causa a pubblica udienza per stabilire se un giudice possa rilevare d'ufficio la nullità di una clausola penale consumatore abusiva, anche in una fase avanzata del processo e in presenza di un precedente giudicato che ne aveva implicitamente ammesso la validità.
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Clausola compromissoria statuto: quando è valida?
Una società contesta un lodo arbitrale che la condannava a liquidare la quota di un'ex socia, sostenendo che la clausola compromissoria dello statuto non fosse applicabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la clausola compromissoria nello statuto copre tutte le controversie originate dal rapporto sociale, inclusa la liquidazione della quota post-esclusione. Le eccezioni sulla competenza dell'arbitro, inoltre, devono essere sollevate tempestivamente durante l'arbitrato stesso.
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Errore di fatto: i limiti della revocazione in Cassazione
Un soggetto ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto relativo alla data di accettazione dell'incarico da parte di un arbitro e all'interpretazione di una clausola compromissoria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la scorretta valutazione delle prove o l'interpretazione di una clausola non costituisce un errore di fatto, ma un errore di giudizio, che non può essere motivo di revocazione. La decisione sottolinea i rigidi presupposti per questo rimedio straordinario, limitato a meri errori di percezione.
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Proroga termine lodo: quando è valida l’eccezione?
Una società committente ha impugnato un lodo arbitrale sostenendo che fosse stato emesso oltre i termini. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la proroga del termine del lodo arbitrale, se prevista dalla legge (ex lege) per atti istruttori, scatta automaticamente. L'eccezione di decadenza per superamento del termine deve essere sollevata prima che si verifichi l'evento che causa tale proroga automatica, altrimenti risulta tardiva e inefficace.
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Proroga termine lodo: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che la proroga termine lodo automatica, prevista dall'art. 820 c.p.c. in caso di CTU, si applica anche nell'arbitrato amministrato, a meno che il regolamento arbitrale non la escluda espressamente. Il silenzio del regolamento non equivale a una deroga alla norma di legge, confermando la validità di un lodo depositato oltre il termine originario ma entro quello prorogato.
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Clausola compromissoria nulla: lodo annullato
La Corte d'Appello ha esaminato un'impugnazione contro un lodo arbitrale derivante da un contratto del 1969. La Corte ha accolto l'appello, dichiarando la nullità del lodo arbitrale perché la clausola compromissoria originale era affetta da un vizio insanabile. In particolare, la clausola è stata ritenuta nulla perché, in violazione della legge all'epoca vigente (art. 820 c.p.c.), non specificava il numero degli arbitri né le modalità per la loro nomina. Di conseguenza, l'intero procedimento arbitrale e la relativa decisione sono stati invalidati, con la condanna della parte soccombente al pagamento di tutte le spese legali.
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