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Art. 82 TUIR

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Plusvalenza su Terreno Edificabile: Incertezza non basta, Fisco vince
Un contribuente ha venduto un terreno, ma l'Agenzia delle Entrate ha contestato una maggiore imposta sulla plusvalenza su terreno edificabile. Il venditore sosteneva che l'edificabilità non fosse certa e immediata, creando confusione sulla norma da applicare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che la necessità di un futuro piano di lottizzazione non elimina la natura edificabile del terreno prevista dal piano urbanistico generale. L'incertezza del contribuente è stata ritenuta soggettiva e non sufficiente a contestare l'imposta. Di conseguenza, l'accertamento fiscale è stato confermato e il contribuente ha perso la causa.
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Rimborso imposta sostitutiva: limiti alla retroattività
Un contribuente, dopo aver effettuato una prima rivalutazione di quote societarie e pagato la relativa imposta, ne compie una seconda per un valore inferiore, chiedendo il rimborso totale di quanto versato. La Corte di Cassazione, confermando la posizione dell'Agenzia delle Entrate, stabilisce che il rimborso dell'imposta sostitutiva non può superare l'importo dovuto per l'ultima rivalutazione, affermando la natura retroattiva della norma che disciplina la materia (D.L. 70/2011).
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Rimborso ritenuta d’acconto: sì se il terreno è rivalutato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un contribuente al rimborso della ritenuta d'acconto applicata sulla cessione volontaria di un terreno. Poiché il terreno era stato precedentemente rivalutato con pagamento dell'imposta sostitutiva, non esisteva una plusvalenza tassabile. L'appello dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile perché non ha contestato questo punto cruciale, ovvero la 'ratio decidendi' della decisione di secondo grado, rendendo definitivo il diritto del cittadino al rimborso.
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Operazione elusiva: quando è legittimo risparmio?
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'operazione elusiva, analizzando un caso di cessione di partecipazioni societarie tramite una società holding. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la manovra, ritenendola un abuso del diritto finalizzato a un risparmio fiscale indebito. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito, stabilendo che la scelta di un percorso fiscalmente più vantaggioso non costituisce automaticamente un'operazione elusiva, se l'operazione persegue un reale obiettivo economico. Spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare in modo specifico la natura artificiosa dell'operazione e l'assenza di sostanza economica.
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Plusvalenza terreni edificabili: quando si tassa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6482/2024, ha affrontato un caso relativo alla tassazione della plusvalenza su terreni edificabili. Ha stabilito due principi chiave: un vizio di notifica dell'atto impositivo è sanato se il contribuente si difende nel merito; inoltre, il momento impositivo per la plusvalenza sorge con la stipula dell'atto definitivo di vendita, che trasferisce la proprietà, e non con il semplice incasso di acconti in fase di contratto preliminare.
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Valore registro e plusvalenza: la Cassazione decide
Un contribuente ha venduto un terreno edificabile. L'Agenzia delle Entrate ha accertato una maggiore plusvalenza basandosi esclusivamente sul valore determinato ai fini dell'imposta di registro. Il contribuente ha contestato l'atto, sostenendo che i criteri di valutazione sono diversi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il valore utilizzato per l'imposta di registro non è sufficiente da solo a dimostrare un prezzo di vendita superiore ai fini IRPEF. L'amministrazione finanziaria deve fornire ulteriori prove gravi, precise e concordanti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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