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Aggravante ingente quantità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10896/2023, ha dichiarato inammissibili due ricorsi. Nel primo caso, ha confermato che la valutazione dell'aggravante ingente quantità di stupefacenti non si basa solo sul peso, ma su molteplici fattori come il numero di dosi e il contesto criminale. Nel secondo, ha ribadito l'inammissibilità del ricorso dell'imputato contro una sentenza di assoluzione per mancanza di interesse ad agire.
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Aumento di pena: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che rideterminava una pena per reato continuato, a causa di un aumento di pena ritenuto sproporzionato e privo di adeguata motivazione. La sentenza sottolinea che il giudice deve giustificare l'entità dell'aumento per ogni singolo reato satellite e chiarisce che il limite minimo di un terzo per i recidivi reiterati si applica all'aumento complessivo e non a ogni singolo reato.
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Importazione stupefacenti: quando è reato consumato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30657/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Il caso riguardava un'ingente importazione stupefacenti dal Sudamerica, occultati in moto d'acqua. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: il reato di importazione si considera consumato nel momento in cui viene raggiunto l'accordo tra le parti sulla sostanza (quantità, qualità e prezzo), a prescindere dalla successiva consegna fisica della merce, che era stata sequestrata all'estero prima di arrivare in Italia.
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Reato continuato: quando non si applica tra reati?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra una condanna per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti (fino al 2011) e una successiva condanna per importazione di droga (del 2015). La Corte ha stabilito che la notevole distanza temporale e il carattere estemporaneo del secondo reato escludono l'esistenza di un medesimo disegno criminoso iniziale, rendendo impossibile l'applicazione dell'istituto del reato continuato.
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Semilibertà e mafia: la Cassazione decide sul ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della semilibertà a un condannato per reati legati alla criminalità organizzata. Nonostante la richiesta basata su un presunto reinserimento sociale, i giudici hanno ritenuto prevalente la valutazione della pericolosità attuale, desunta da un altro procedimento e dalla gravità dei reati commessi, respingendo il ricorso.
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