La Suprema Corte ha confermato la validità della procedura di nomina di un curatore speciale in un complesso caso di dichiarazione di paternità. La vicenda riguardava la corretta applicazione dell'Art. 276 c.c. in seguito a un rinvio dalla Cassazione. I ricorrenti, eredi degli eredi del presunto padre, contestavano le modalità di nomina del curatore, avvenuta in sede di volontaria giurisdizione prima della riassunzione del merito. La Corte ha stabilito che, in assenza di eredi diretti, il curatore speciale è l'unico legittimato passivo necessario, mentre gli altri eredi possono solo intervenire nel processo senza che la loro mancata partecipazione alla fase di nomina leda il contraddittorio.
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