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art. 8 sexies D.L. 30 dicembre 2008, n. 208

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Rimborso canone depurazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10641/2024, ha confermato il diritto degli utenti al rimborso del canone di depurazione qualora il servizio non venga effettivamente erogato. La Corte ha ribadito che la quota non è dovuta in caso di assenza o mancato funzionamento dell'impianto, configurando il pagamento come indebito e soggetto a prescrizione decennale, anche in caso di subentro di un nuovo gestore.
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Tariffa depurazione acque: quando è dovuta?
Una società fornitrice di servizi idrici ha rinunciato al ricorso in Cassazione in una causa per la restituzione della tariffa depurazione acque. La rinuncia è seguita a recenti sentenze che hanno stabilito che tale tariffa non è dovuta in assenza del servizio, che la richiesta di rimborso va fatta all'attuale gestore e che la prescrizione è decennale. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte sia della società ricorrente principale che di quella incidentale. La Corte ha compensato le spese tra queste due, ma ha condannato la ricorrente principale a pagare le spese del condominio controricorrente, poiché quest'ultimo non aveva formalmente accettato la rinuncia, applicando il principio della soccombenza.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società di servizi idrici aveva proposto ricorso per Cassazione contro una sentenza sfavorevole. Tuttavia, durante il processo, la stessa società ha presentato una memoria con cui rinunciava al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la parte rinunciante al pagamento delle spese processuali a favore della controparte.
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Canone depurazione non dovuto: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui una società di gestione idrica ha rinunciato al proprio ricorso, consolidando il principio secondo cui il canone depurazione non dovuto deve essere rimborsato agli utenti se il servizio di depurazione delle acque non è effettivamente fornito. La vicenda, originata dalla richiesta di rimborso di due utenti, si è conclusa con la dichiarazione di estinzione del giudizio e la condanna della società al pagamento delle spese legali, a seguito del suo allineamento a recenti e conformi pronunce della stessa Corte.
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Rimborso tariffa depurazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla richiesta di rimborso della tariffa di depurazione da parte di utenti che non avevano beneficiato del servizio. La società di gestione del servizio idrico, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, confermando implicitamente il principio secondo cui la tariffa non è dovuta se il servizio di depurazione è inesistente, e ha condannato la società al pagamento delle spese legali.
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Rimborso Tariffa Depurazione: la guida completa
Un gruppo di utenti ha citato in giudizio il proprio fornitore idrico per ottenere il rimborso della tariffa di depurazione, pagata per un servizio di fatto inesistente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6970/2024, ha confermato il proprio orientamento: la quota della bolletta relativa alla depurazione non è dovuta se il servizio non viene erogato. La Corte ha chiarito che l'obbligo di restituzione spetta alla società che ha emesso la bolletta e incassato il pagamento, ovvero il fornitore del servizio idrico, e che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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