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Art. 8, d.P.R. n. 322 del 1998

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Dichiarazione integrativa IVA tardiva: addio alla detrazione
L'Azienda ha impugnato una cartella di pagamento emessa dal Fisco per oltre 73.000 euro, relativa a un recupero IVA per l'anno 2018. L'ufficio finanziario contestava l'utilizzo in detrazione di un maggior credito d'imposta del 2017, emerso solo tramite una dichiarazione integrativa IVA presentata in ritardo nel luglio 2019. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la dichiarazione integrativa IVA presentata oltre il termine di scadenza della dichiarazione successiva impedisce l'utilizzo immediato del credito in detrazione. In questo caso, il credito può essere solo chiesto a rimborso o compensato per debiti futuri. Inoltre, la Corte ha chiarito che la cartella esattoriale nata da controllo automatizzato non necessita di una motivazione dettagliata, poiché si basa sui dati forniti dallo stesso contribuente.
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Decadenza accertamento fiscale: avviso nullo ma la Cassazione lo salva
La Cassazione interviene sul tema della decadenza accertamento fiscale. Un'associazione sportiva aveva ottenuto l'annullamento di un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva, poiché notificato oltre il termine di quattro anni. L'Agenzia delle Entrate ha però impugnato la decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo un punto fondamentale: in caso di omessa presentazione della dichiarazione Iva, il termine per l'accertamento si allunga a cinque anni. Di conseguenza, almeno per l'Iva, l'avviso era tempestivo. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente, rinviando il caso a un nuovo giudice per una corretta valutazione dei termini applicabili a ciascuna imposta.
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Notifica accertamento società cancellata: la Cassazione
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema cruciale della notifica di un accertamento a una società cancellata. A seguito di un avviso fiscale notificato all'erede di un ex socio, basato su documenti non allegati, la Corte ha ritenuto la questione di tale rilevanza da richiedere una trattazione in pubblica udienza. La decisione finale chiarirà le corrette modalità di notifica in questi complessi scenari tributari.
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Credito IVA: come rinunciare al rimborso e usarlo
Una società aveva richiesto il rimborso di un cospicuo credito IVA ma, non potendo fornire la garanzia richiesta, ha formalmente rinunciato alla domanda. Successivamente, ha utilizzato tale credito in compensazione nella dichiarazione dell'anno seguente. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo che la rinuncia non fosse valida. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che la rinuncia alla richiesta di rimborso non estingue il diritto al credito, che può quindi essere legittimamente utilizzato in detrazione o compensazione, purché ciò avvenga nel rispetto dei termini di legge.
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Omessa dichiarazione IVA: la crisi non è una scusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per omessa dichiarazione IVA. Secondo la Corte, la crisi di liquidità dell'azienda non giustifica la mancata presentazione della dichiarazione, in quanto il reato consiste nell'omissione formale dell'adempimento e non nel mancato pagamento dell'imposta. L'intento di evadere (dolo specifico) sussiste anche in presenza di difficoltà economiche, che costituiscono al più il movente della condotta.
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