LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 8, comma 4, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

0 provvedimenti

Violazione Obbligo di Dimora: Cassazione Annulla Assoluzione
La Cassazione ha annullato una sentenza che aveva assolto un individuo dall'accusa di violazione obbligo di dimora. L'uomo, sottoposto a sorveglianza speciale, non era stato trovato nell'abitazione comunicata alle forze dell'ordine durante un controllo notturno. Il Tribunale lo aveva assolto ritenendo sufficiente che si fosse trasferito in un nuovo alloggio comunale, anche se non comunicato. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'obbligo di dimora si riferisce all'indirizzo *preventivamente comunicato* alle autorità, e la mancata comunicazione del cambio di residenza integra la violazione, indipendentemente dal fatto che l'individuo si trovasse altrove.
Continua »
Sorveglianza speciale: l’abitualità dei contatti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la violazione della sorveglianza speciale. La Corte ha confermato che per configurare il reato non bastano incontri sporadici con pregiudicati, ma è necessaria un'abitualità dei contatti, valutata sulla base del numero, della frequenza e delle circostanze specifiche degli incontri, ritenendo corretta la valutazione dei giudici di merito.
Continua »
Abitualità frequentazioni: quando scatta il reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto in sorveglianza speciale, condannato per la violazione del divieto di frequentare pregiudicati. La Corte ha confermato che l'abitualità frequentazioni è integrata da plurimi e stabili contatti in un arco temporale concentrato (nel caso specifico, 16 incontri con 6 persone in 50 giorni), includendo anche soggetti destinatari del semplice avviso orale, che rientra a pieno titolo tra le misure di prevenzione.
Continua »
Sorveglianza speciale: frequentare più pregiudicati è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violazione della sorveglianza speciale a carico di un soggetto che aveva frequentato diverse persone con precedenti penali. La sentenza chiarisce che per integrare il reato di "associazione abituale" non è necessario avere contatti ripetuti con la stessa persona, ma è sufficiente una pluralità di incontri con soggetti diversi, se ciò indica l'inserimento in un contesto criminale.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando le frequentazioni sono reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto in sorveglianza speciale, condannato per aver frequentato persone con precedenti. La Corte ha confermato che quattro incontri con otto persone diverse in sei mesi integrano il requisito dell'abitualità, rendendo irrilevanti i legami di parentela e configurando il reato di violazione della sorveglianza speciale.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando c’è associazione abituale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. L'ordinanza conferma che, per integrare il reato di associazione con pregiudicati, i contatti devono essere abituali e non meramente occasionali. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito avessero correttamente motivato l'abitualità degli incontri e ha confermato il diniego delle attenuanti generiche in base ai precedenti penali dell'imputato.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: quando è reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per violazione sorveglianza speciale a carico di un soggetto sorpreso tre volte in un mese con una persona con precedenti penali. La sentenza chiarisce che tali incontri non sono sporadici ma dimostrano una frequentazione abituale, integrando il reato. Viene inoltre ribadito che l'imputato non può lamentare in Cassazione la mancata concessione di pene sostitutive se non le ha richieste in appello.
Continua »
Riunioni pubbliche: stadio escluso dal divieto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione della sorveglianza speciale, stabilendo che il divieto di partecipare a riunioni pubbliche non si applica alle manifestazioni sportive in luoghi aperti al pubblico, come gli stadi. La Corte ha ribadito che per imporre un tale divieto è necessaria una prescrizione specifica e motivata, distinguendo nettamente tra 'luogo pubblico' e 'luogo aperto al pubblico'.
Continua »
Associazione abituale: non basta un solo incontro
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione della sorveglianza speciale, precisando che il reato di associazione abituale con pregiudicati non può essere configurato sulla base di un singolo e isolato episodio. La Corte ha stabilito che, per la sussistenza del reato, è necessaria la prova di una condotta ripetuta nel tempo, che dimostri una frequentazione seriale e non occasionale. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente a tale capo d'accusa, con rideterminazione della pena complessiva per le altre violazioni.
Continua »
Sorveglianza speciale: quando c’è abitualità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. Il caso verteva sulla frequentazione di un pregiudicato, e la Corte ha stabilito che, per integrare il requisito dell'abitualità, è sufficiente che l'atto di accusa menzioni gli episodi precedenti, anche se indica come data di commissione del reato solo quella dell'ultimo incontro. Questa modalità non viola il diritto di difesa né il principio di correlazione tra accusa e sentenza.
Continua »
Violazione sorveglianza speciale: l’abitualità conta
Un individuo sotto sorveglianza speciale è stato condannato per aver frequentato persone con precedenti. La Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, chiarendo che la violazione sorveglianza speciale si configura solo con contatti abituali e non occasionali, e che il giudice d'appello non è sempre tenuto a rinnovare l'istruttoria in caso di 'reformatio in peius'.
Continua »