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Art. 8 comma 1 d.l. n. 16 del 2012

8 provvedimenti

Frode Carosello: IVA Indetraibile, ma la Deducibilità Costi è Salva?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Azienda coinvolta in una "frode carosello" per indebite detrazioni IVA. L'Autorità Fiscale aveva negato sia la detraibilità dell'IVA che la deducibilità dei costi per imposte dirette. La Suprema Corte ha confermato l'indetraibilità dell'IVA a causa della consapevolezza della frode da parte dell'Azienda. Tuttavia, ha stabilito che la **deducibilità costi frode carosello** per le imposte dirette è possibile, anche se l'operazione è soggettivamente inesistente, purché i beni non siano stati usati direttamente per commettere il reato e i costi rispettino i principi fiscali. La sentenza viene annullata e rinviata per un nuovo esame su questo punto.
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Operazioni Oggettivamente Inesistenti: Cassazione nega deduzione costi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'Azienda, confermando l'accertamento fiscale per IVA, IRES e IRAP. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato "Operazioni oggettivamente inesistenti", ovvero servizi mai eseguiti ma fatturati o ricavi non dichiarati. L'Azienda non ha fornito prove sufficienti per giustificare i costi o le operazioni contestate. La sentenza ribadisce che per le operazioni oggettivamente inesistenti non si possono dedurre i costi e che l'onere della prova spetta al contribuente per dimostrare l'effettività dei costi, anche in relazione al principio di competenza economica.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: tra fisco e lavori reali
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di costruzioni la detrazione di costi e IVA per presunte operazioni soggettivamente inesistenti, ritenendo la ditta fornitrice una società cartiera. Dopo un primo rinvio della Cassazione, che imponeva di valutare le prove sull'effettiva esecuzione dei lavori, il giudice del rinvio ha riconosciuto la detraibilità dei costi basandosi solo sulle norme del 2012, omettendo però di esaminare i documenti probatori prodotti dalla contribuente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, evidenziando che il giudice di merito ha violato l'obbligo di conformarsi al precedente dictum. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la sentenza e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio per un nuovo e completo esame delle prove.
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Detrazione IVA: quando è negata per frode fiscale?
Una società di compravendita di auto usate si è vista negare la detrazione IVA per acquisti da 'società cartiere'. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo che l'azienda dovesse essere a conoscenza della frode fiscale, basandosi su indizi come prezzi troppo bassi e la natura dei fornitori. La Corte ha inoltre accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, rinviando al giudice di merito la valutazione sulla indeducibilità dei relativi costi.
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Costi operazioni soggettivamente inesistenti: guida
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello che confermava un accertamento fiscale per l'uso di fatture false. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non hanno correttamente distinto tra operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, un aspetto cruciale per determinare la deducibilità dei costi. La decisione impugnata è stata cassata per motivazione carente, non avendo esaminato le prove a favore del contribuente, come l'archiviazione di un procedimento penale. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sui costi per operazioni soggettivamente inesistenti.
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Deducibilità costi: onere della prova e frodi
Una società operante nel commercio di autovetture si è vista contestare la deducibilità dei costi e l'applicazione del regime del margine IVA per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha chiarito che in questi casi l'onere di provare l'effettività, l'inerenza e la certezza dei costi grava interamente sul contribuente. La sola esibizione della fattura non è sufficiente a dimostrare la legittimità della deduzione, ribaltando la precedente decisione della Commissione Tributaria Regionale.
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Deducibilità costi da reato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità dei costi da reato è esclusa qualora venga esercitata l'azione penale, indipendentemente dal momento in cui ciò avvenga rispetto alla dichiarazione dei redditi. L'ordinanza chiarisce che il collegamento funzionale tra il costo e l'attività delittuosa è il criterio determinante per l'indeducibilità, respingendo la tesi che l'azione penale debba essere anteriore alla deduzione fiscale. La sentenza impugnata, che aveva permesso la deduzione, è stata quindi cassata con rinvio.
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Accertamento tributario e fatture false: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento tributario emesso nei confronti di una società per l'utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti. La Corte ha respinto le numerose eccezioni del contribuente, tra cui la presunta nullità dell'atto per mancata allegazione di documenti e per essere basato su indagini di un diverso ufficio. È stato chiarito che la detrazione IVA e la deduzione dei costi sono escluse in caso di operazioni mai avvenute. La sentenza è stata comunque cassata con rinvio per omessa pronuncia sull'appello incidentale dell'Agenzia delle Entrate.
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