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Art. 791 Codice di Procedura Civile

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Giudizio di divisione ereditaria: la sostanza vince sulla forma
Nel corso di un giudizio di divisione ereditaria tra fratelli, il Tribunale decideva con una prima sentenza sulle quote e sulla donazione di un terreno, rimandando la concreta attribuzione dei beni a una fase successiva. Una delle parti formulava riserva di appello contro questa prima decisione. La Corte d'Appello dichiarava inammissibile l'impugnazione, ritenendo la prima sentenza definitiva a causa della dicitura formale utilizzata dal giudice. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della coerede, stabilendo che nel giudizio di divisione ereditaria tutte le sentenze emesse prima dell'effettiva attribuzione dei lotti sono per loro natura non definitive. Di conseguenza, la riserva di appello è pienamente valida e la causa deve essere nuovamente esaminata.
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Divisione endoesecutiva: frazionamento e spese.
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una divisione endoesecutiva immobiliare sorta a seguito di un pignoramento per mancato mantenimento. Il ricorrente contestava la mancanza di un frazionamento preventivo e le modalità di sorteggio dei lotti. La Suprema Corte ha chiarito che il frazionamento catastale è un adempimento burocratico successivo alla sentenza e non un requisito di validità della divisione stessa. Inoltre, ha ribadito che il sorteggio dei lotti deve avvenire solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza di divisione. Infine, le spese legali sono state poste a carico del debitore esecutato in virtù del principio di causalità.
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Usucapione tra coeredi: la tolleranza che lo esclude
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31108/2023, ha respinto il ricorso di alcuni coeredi che chiedevano di essere dichiarati proprietari esclusivi di immobili ereditari per usucapione. La Corte ha stabilito che l'utilizzo del bene, fondato su un rapporto di parentela e quindi su mera tolleranza, non costituisce possesso utile ai fini dell'usucapione tra coeredi, in assenza di atti inequivocabili volti a escludere gli altri comproprietari.
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Impugnazione sentenza non definitiva: quando è inammissibile
Una controversia ereditaria tra fratelli porta la Cassazione a chiarire un punto cruciale di procedura: l'inammissibilità dell'impugnazione di una sentenza non definitiva. Se una parte si riserva di impugnare la sentenza non definitiva insieme a quella finale, non può poi proporre un appello immediato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, confermando questo rigido principio procedurale.
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Divisione ereditaria: lotti a sorte con sentenza finale
In una causa di divisione ereditaria, un erede ha contestato la decisione della Corte d'Appello, lamentando la fissazione del sorteggio dei lotti prima che la sentenza fosse definitiva e vizi procedurali nella perizia tecnica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'ordinanza che fissa il sorteggio, se prematura, va contestata separatamente e non rende nulla la sentenza. Ha inoltre stabilito che la procedura seguita dal perito era corretta secondo le norme applicabili al tempo dell'inizio della causa, confermando la validità della divisione ereditaria disposta.
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Eccezione di usucapione: effetti nel giudizio divisorio
In un complesso caso di divisione ereditaria, la Cassazione rinvia a pubblica udienza per decidere se l'accoglimento di una eccezione di usucapione escluda i beni dalla divisione in modo definitivo, o se la proprietà possa essere ridiscussa in un giudizio separato. La questione centrale è distinguere gli effetti di una mera eccezione da quelli di una domanda riconvenzionale.
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Divisione giudiziale: vendita senza sentenza definitiva
Una società, comproprietaria di un immobile indivisibile, ha impugnato la vendita giudiziaria sostenendo che dovesse essere sospesa in attesa della sentenza definitiva sulla sua richiesta di attribuzione del bene. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in una divisione giudiziale la vendita può legittimamente procedere anche se la sentenza che decide sull'attribuzione è non definitiva e oggetto di appello. La sospensione del procedimento, in questi casi, non è automatica.
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