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Art. 77 Regolamento UE n. 952/2013

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Responsabilità Rappresentante Indiretto IVA Importazione: La Svolta
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una società, che agiva come rappresentante indiretto, il mancato pagamento dell'IVA all'importazione e le relative sanzioni. La Commissione Tributaria Regionale aveva escluso la **responsabilità del rappresentante indiretto IVA importazione**, ritenendo l'IVA non un diritto di confine. La Corte di Cassazione, richiamando una recente pronuncia della Corte di Giustizia UE, ha confermato questo principio. Ha stabilito che l'IVA all'importazione non rientra nell'obbligazione doganale. Di conseguenza, solo l'importatore è responsabile del suo mancato pagamento, a meno che non esistano specifiche disposizioni nazionali che estendano esplicitamente la responsabilità solidale al rappresentante indiretto. Il ricorso dell'Agenzia è stato quindi rigettato.
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Dazi e responsabilità del rappresentante indiretto: no buona fede
L'autorità antifrode europea ha accertato che una partita di merci dichiarata come filippina proveniva in realtà da Taiwan, eludendo i dazi antidumping. L'Ufficio Doganale ha emesso avvisi di rettifica per recuperare le somme non versate. Lo spedizioniere ha contestato la richiesta sostenendo la propria buona fede e la regolarità iniziale dei certificati. La Corte di Cassazione ha stabilito la piena responsabilità del rappresentante indiretto in solido con l'importatore. L'operatore professionale non può invocare la buona fede poiché risponde con una diligenza qualificata e i controlli doganali possono sempre avvenire a posteriori.
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IVA all’importazione: lo spedizioniere non paga per il cliente
L'Amministrazione Doganale ha contestato a un Importatore l'errato utilizzo del reverse charge per l'importazione di telefoni cellulari, pretendendo il pagamento dell'imposta e delle sanzioni anche dallo Spedizioniere, in qualità di rappresentante indiretto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione, confermando che lo Spedizioniere non è responsabile in solido per l'omesso versamento dell'IVA all'importazione. Uniformandosi alla giurisprudenza europea, la Corte ha chiarito che l'IVA all'importazione non rientra nell'obbligazione doganale in senso stretto. Di conseguenza, in mancanza di una norma nazionale specifica, l'unico soggetto tenuto al pagamento dell'imposta resta l'Importatore, escludendo qualsiasi responsabilità per il professionista che ha curato le sole pratiche doganali.
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Rappresentanza doganale indiretta: chi paga se l’importatore mente?
Un Centro di Assistenza Doganale ha presentato una dichiarazione d'importazione per conto di un soggetto rivelatosi estraneo all'operazione. L'Amministrazione Doganale ha emesso un avviso di rettifica, contestando una rappresentanza doganale indiretta e richiedendo il pagamento dei dazi in solido. Dopo alterne decisioni nei gradi di merito sulla buona fede dello spedizioniere, la Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa alla pubblica udienza. La Suprema Corte intende approfondire una complessa questione procedurale: la possibilità per il contribuente di presentare motivi aggiunti di ricorso entro il termine di sessanta giorni, anche in assenza di nuovi documenti. Al momento non vi è un vincitore definitivo, poiché il giudizio prosegue per chiarire i limiti del diritto di difesa nel processo tributario.
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Responsabilità solidale IVA all’importazione: dazi sì, tasse no
L'Amministrazione Doganale ha sanzionato un Broker Doganale per la presunta evasione di dazi e IVA all'importazione, legata all'importazione frazionata di componenti di biciclette elettriche dalla Cina. La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della responsabilità solidale IVA all'importazione. Sebbene il professionista sia responsabile per i dazi doganali a causa della sua consapevole partecipazione al meccanismo elusivo, egli non può essere chiamato a rispondere del mancato pagamento dell'IVA all'importazione. La normativa europea e nazionale, infatti, non prevede una solidarietà automatica per l'imposta sul valore aggiunto a carico del rappresentante doganale o del coobbligato, in assenza di una specifica norma interna. La Cassazione ha quindi annullato le sanzioni relative all'IVA.
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