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Art. 760 Codice Civile

6 provvedimenti

Crediti ereditari: il singolo erede può pretendere l’intero
Un cittadino, agendo come erede della moglie defunta, chiede l'indennizzo per l'irragionevole durata di una causa tramite la Legge Pinto. La Corte d'Appello liquida solo una quota del risarcimento, sostenendo che la presenza di altri coeredi impedisse la richiesta dell'intera somma a titolo personale. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. I giudici chiariscono che i crediti ereditari, a differenza dei debiti, non si dividono automaticamente tra i coeredi ma entrano nella comunione ereditaria. Di conseguenza, ciascun coerede è legittimato ad agire singolarmente per chiedere l'adempimento dell'intero credito comune, senza dover obbligatoriamente coinvolgere gli altri eredi nel processo. Il ricorso viene accolto con rinvio.
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Credito ereditario e transazione: che succede?
Un co-erede intenta causa contro un comune per un risarcimento danni legato a un sinistro occorso alla defunta madre. L'altro co-erede decide di accordarsi separatamente con l'ente. La Corte di Cassazione, nel respingere il ricorso del primo erede, chiarisce un punto fondamentale: a differenza dei debiti, il credito ereditario non si divide automaticamente ma cade in comunione. Pertanto, ciascun erede può agire per la propria quota o per l'intero, e la transazione di uno non impedisce agli altri di proseguire l'azione legale per la propria parte. La Suprema Corte ha ritenuto che la transazione fosse valida e che ciascun erede fosse libero di scegliere la propria strategia processuale.
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Crediti ereditari: successione e contratto d’affitto
La Cassazione chiarisce che i crediti ereditari entrano in comunione tra i coeredi. Nel caso di un contratto d'affitto agrario, se l'erede non succede nel contratto, non acquisisce il diritto all'indennità per i miglioramenti, che non può quindi essere trasmesso né agli eredi né ai legatari. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando che la mancata successione nel rapporto contrattuale impedisce la nascita del credito.
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Interruzione prescrizione e parte civile: la guida
Un gruppo di risparmiatori ha citato in giudizio l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari per i danni subiti a causa del fallimento di una società di intermediazione. L'autorità sosteneva che il diritto al risarcimento fosse prescritto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21049/2024, ha stabilito che la costituzione di parte civile degli investitori in un precedente processo penale ha prodotto un'interruzione prescrizione con effetto permanente, valido per tutta la durata del procedimento penale. Tale effetto si estende anche all'autorità di vigilanza, in qualità di coobbligata solidale, annullando di fatto la prescrizione.
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Crediti ereditari: un coerede può agire per l’intero?
La Corte di Cassazione chiarisce che i crediti ereditari non si dividono automaticamente tra i coeredi ma entrano nella comunione ereditaria. Di conseguenza, un singolo coerede è legittimato ad agire in giudizio per recuperare l'intero credito spettante al defunto, senza dover limitare la richiesta alla propria quota. La vicenda trae origine dalla richiesta di risarcimento avanzata da un erede per somme sottratte dal conto del fratello defunto. La Corte d'Appello aveva erroneamente dimezzato il risarcimento, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, riaffermando il principio consolidato.
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Crediti ereditari: le regole se il debitore è coerede
Una coerede ha citato in giudizio il fratello, anch'egli coerede, per un debito che quest'ultimo aveva nei confronti del genitore defunto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo le regole sui crediti ereditari quando il debitore è un altro coerede. A differenza dei debiti di terzi, questi crediti non vengono riscossi per intero da un singolo erede, ma vengono regolati durante la divisione ereditaria tramite imputazione alla quota del coerede debitore. La decisione della Corte d'Appello di riconoscere solo una somma pro quota è stata quindi confermata.
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