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Art. 75 del d.P.R. n. 917 del 1986

5 provvedimenti

Accertamento d’ufficio e costi: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che in caso di accertamento d'ufficio per omessa dichiarazione, l'Amministrazione Finanziaria deve sempre calcolare i costi, anche in via induttiva, per non tassare il reddito lordo. Ha inoltre rigettato il motivo sulla nullità della notifica, ritenendola sanata dall'impugnazione del contribuente.
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Principio di competenza: la consegna determina il ricavo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8045/2024, ha stabilito che, in base al principio di competenza, gli acconti ricevuti in un anno per la fornitura di beni mobili devono essere tassati nell'anno in cui avviene la consegna e non in quello dell'incasso. Il caso riguardava un'azienda produttrice di calzature che aveva ricevuto acconti nel 2014 per merci consegnate e fatturate nel 2015. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che il momento fiscalmente rilevante per la determinazione del reddito d'impresa è la consegna del bene, consolidando l'applicazione del principio di competenza.
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Perdita su crediti: quando dedurla in caso di fallimento
Una società si è vista negare la deduzione di una perdita su crediti perché formalizzata prima della dichiarazione di fallimento del debitore. La Corte di Cassazione ha rigettato questo specifico motivo, confermando che la deducibilità è consentita solo in una 'finestra temporale' che si apre con la sentenza di fallimento, in rispetto del principio di competenza. Tuttavia, ha cassato la sentenza per l'omesso esame di altri due motivi relativi a correzioni di fatture e schede carburante, rinviando il caso per un nuovo giudizio su tali punti.
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Presunzione distribuzione utili: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento IRPEF nei confronti del socio unico di una S.r.l. L'accertamento si basava sulla presunzione di distribuzione utili non dichiarati dalla società, la quale aveva omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte ha stabilito che tale presunzione è valida e che, in questo caso specifico, non era necessario un contraddittorio preventivo tra Fisco e contribuente prima dell'emissione dell'atto.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione spiega i motivi
Una società ha impugnato alcuni avvisi di accertamento fiscale, vincendo in primo grado ma perdendo in appello. Ha quindi proposto ricorso alla Corte di Cassazione, che ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. La decisione si basa su una serie di vizi procedurali, tra cui la mancanza di specificità dei motivi, la genericità delle censure e l'errata impugnazione dell'atto di accertamento invece della sentenza d'appello. La sentenza sottolinea il rigore formale necessario per adire la Suprema Corte.
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