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Art. 75 Costituzione

6 provvedimenti

Gazebo distrutto e attentato contro i diritti politici: condanna
Due contestatori hanno aggredito un banchetto politico, insultato i promotori e fatto crollare il gazebo allestito per raccogliere firme su un referendum abrogativo. La difesa ha sostenuto che il gesto fosse una rapida protesta ideologica priva di impatto sul diritto di voto. La Corte di Cassazione ha invece confermato la condanna a sei mesi di reclusione per il reato di attentato contro i diritti politici del cittadino. I giudici hanno chiarito che sottoscrivere una richiesta di referendum costituisce un pieno esercizio di un diritto politico costituzionale. L'azione violenta, pur se breve, ha intimorito i passanti e ostacolato concretamente la libera adesione dei cittadini all'iniziativa democratica.
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Abuso di posizione dominante: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda multata per abuso di posizione dominante nel settore dei gelati. La Corte ha stabilito che gli errori procedurali e la presunta violazione del diritto UE da parte del Consiglio di Stato non costituiscono eccesso di potere giurisdizionale, ma errori di giudizio non sindacabili in sede di legittimità.
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Compensi procedure esecutive riunite: la Cassazione
Un avvocato avvia tre distinte procedure esecutive contro un'amministrazione comunale. Le procedure vengono riunite e il giudice liquida un compenso unico. La Cassazione, accogliendo il ricorso del legale, stabilisce che per l'attività svolta prima della riunione, i compensi devono essere liquidati separatamente per ogni singola procedura. Viene invece rigettata la censura sul valore della controversia, confermando che nelle esecuzioni si fa riferimento al valore effettivo del precetto (`decisum`). Il calcolo dei compensi per procedure esecutive riunite deve quindi seguire questo doppio binario.
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Trattenute sindacali: sì alla cessione del credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27722/2025, ha stabilito che il rifiuto di un'azienda di effettuare le trattenute sindacali richieste dai lavoratori tramite cessione del credito costituisce condotta antisindacale. Sebbene il referendum del 1995 abbia rimosso l'obbligo legale per il datore di lavoro, non ha introdotto un divieto. I lavoratori possono legittimamente utilizzare lo strumento civilistico della cessione del credito per versare le quote al proprio sindacato, e il datore di lavoro è tenuto ad adempiere, a meno che non dimostri un onere aggiuntivo e insostenibile.
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Prescrizione risarcimento: inammissibile appello tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da due Amministrazioni dello Stato in una causa per risarcimento danni derivante da un tragico evento franoso. La richiesta di risarcimento era stata avanzata dagli eredi di una delle vittime. Sebbene il ricorso sollevasse importanti questioni sulla decorrenza della prescrizione del risarcimento e sull'azione di regresso tra enti pubblici, la Corte non ha esaminato il merito. La decisione si è basata su un vizio procedurale: il ricorso è stato depositato tardivamente, poiché i ricorrenti non hanno fornito prova della data di pubblicazione della sentenza d'appello, costringendo la Corte a fare riferimento alla precedente data di deliberazione, rispetto alla quale i termini per l'impugnazione erano già scaduti.
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Risarcimento danno voto: non basta la lesione del diritto
Un cittadino chiede il risarcimento del danno per non aver potuto votare a un referendum a causa di un ritardo del Comune nel reinserirlo nelle liste elettorali. La Cassazione ha negato il risarcimento danno voto, affermando che la semplice lesione del diritto non è sufficiente. È necessaria la prova di un danno-conseguenza concreto, che l'attore non ha fornito.
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