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Art. 748 Codice Civile

11 provvedimenti

Collazione di Immobile Costruito: La Cassazione Riforma la Sentenza
Una figlia aveva ricevuto in donazione un terreno dal padre e vi aveva costruito una casa con i propri soldi. Alla morte del genitore, in sede di divisione ereditaria, è sorta la questione se la casa dovesse rientrare nell'obbligo di collazione. La Corte d'Appello aveva stabilito che sia il terreno che la casa andassero conferiti all'eredità. La Cassazione, invece, ha chiarito che la collazione di immobile costruito con denaro proprio su terreno donato deve riguardare solo il valore del terreno al momento della donazione. Il donatario ha diritto a dedurre il valore delle migliorie (la casa) e può farlo con una semplice eccezione, senza bisogno di una domanda riconvenzionale. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
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Donazione indiretta: l’atto notarile non salva il fratello erede
Una sorella ha chiesto la divisione dell'eredità del padre, contestando al fratello l'acquisto di un immobile intestato alla moglie di quest'ultimo ma pagato dal genitore. La Corte di Cassazione ha confermato che l'operazione costituisce una donazione indiretta dell'immobile e non del denaro. Di conseguenza, il fratello deve conferire nella massa ereditaria il valore dell'intero immobile al momento dell'apertura della successione. I giudici hanno chiarito che l'atto notarile non prova la provenienza del denaro e che il valore delle migliorie non può essere detratto senza prove precise. Il ricorso del fratello è stato rigettato, con condanna al pagamento delle spese legali calcolate sull'intero valore della massa ereditaria.
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Donazione indiretta: sì al calcolo ma via le spese del figlio
Una legittimaria agisce in giudizio contro i fratelli per ottenere la propria quota di riserva, contestando la simulazione di una compravendita e una donazione indiretta in favore di un fratello, al quale la madre aveva fornito denaro e suolo per costruire una casa. La Corte d'appello accerta la simulazione e calcola il valore della donazione indiretta considerando l'intero immobile costruito. La Cassazione accoglie parzialmente il ricorso del fratello donatario: pur confermando la simulazione della vendita, stabilisce che dal valore dell'immobile donato vanno detratti i costi sostenuti dal donatario per le rifiniture e la regolarizzazione urbanistica. La sentenza viene cassata con rinvio per ricalcolare l'esatto valore della donazione.
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Collazione ereditaria: il rudere ricostruito vale come nuovo
I coeredi di una donna hanno contestato la donazione di un immobile, danneggiato dal terremoto del Belice, effettuata dalla madre a favore di una sola figlia. L'immobile era stato poi ricostruito con contributi statali. La Corte d'Appello aveva ridotto il valore del bene ai fini della successione, considerandolo un rudere e attribuendo i miglioramenti alla sola donataria. La Cassazione ha accolto il ricorso dei coeredi, stabilendo che i contributi statali per la ricostruzione sono legati alla proprietà. Di conseguenza, le migliorie finanziate dallo Stato rientrano nel valore del bene donato ai fini della collazione ereditaria e dell'azione di riduzione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Collazione ereditaria: escluse le migliorie sulla casa donata
Una madre e un figlio hanno citato in giudizio la figlia e sorella per presunte lesioni della quota legittima sulla successione del padre. Gli attori contestavano l'esclusione dall'asse ereditario di somme depositate su conti correnti e il valore di una casa donata alla sorella. I giudici di merito hanno accertato che i conti correnti erano riferibili a trust del Liechtenstein di cui il defunto era solo procuratore, escludendoli dall'eredità. Inoltre, hanno riconosciuto alla sorella il diritto di dedurre dal valore della donazione le migliorie apportate a proprie spese. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei familiari, confermando che la collazione ereditaria esclude il valore delle migliorie non finanziate dal defunto e che i beni dei trust esteri non rientrano nella successione.
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Rimborso spese comodato: no se manca l’urgenza
La Corte di Cassazione ha negato il diritto al rimborso per le spese di ristrutturazione sostenute da un nipote su un immobile della nonna, utilizzato gratuitamente in attesa di una donazione poi revocata. La Corte ha qualificato il rapporto come comodato, affermando che per ottenere il rimborso spese comodato è necessario provare la natura straordinaria, necessaria e urgente degli interventi, prova che nel caso di specie è mancata. La semplice aspettativa della donazione non è sufficiente a modificare la natura del contratto.
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Principio di accessione: il valore della donazione
La Corte di Cassazione chiarisce come calcolare il valore di un immobile donato su cui i donatari hanno costruito a proprie spese. Applicando il principio di accessione, la Corte stabilisce che la donazione comprende sia il terreno che l'edificio, e non solo il terreno. Le spese sostenute dai donatari per la costruzione e i miglioramenti devono essere scomputate dal valore totale del bene, ma non escludono l'edificio dall'oggetto della donazione ai fini della reintegra della quota di legittima.
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Azione di riduzione: come tutelare la quota legittima
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27580/2024, ha chiarito i requisiti per l'ammissibilità dell'azione di riduzione. Il caso riguarda una disputa ereditaria in cui alcuni eredi legittimari contestavano vendite immobiliari effettuate dal defunto, ritenendole donazioni dissimulate. La Corte ha stabilito che, per agire in riduzione, non è necessario quantificare aritmeticamente la lesione della quota di legittima nella domanda iniziale, ma è sufficiente fornire un quadro patrimoniale (beni relitti e donati) che renda verosimile la lesione stessa. La sentenza ha rigettato il ricorso, confermando la decisione di merito che aveva accolto l'azione di riduzione.
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Controdichiarazione testamentaria: prova della donazione
In una complessa disputa ereditaria, la Cassazione stabilisce che una controdichiarazione testamentaria, anche se non consegnata in vita, è una prova valida per dimostrare la simulazione parziale di donazioni precedenti. La Corte ha rigettato il ricorso principale di una società acquirente di una quota ereditaria, confermando che la pubblicazione del testamento rende la dichiarazione conoscibile e quindi efficace. Ha inoltre accolto il ricorso incidentale degli eredi, rinviando alla Corte d'Appello il compito di ricalcolare le quote di legittima alla luce della simulazione accertata.
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Donazione indiretta: l’azione è imprescrittibile
In una complessa controversia ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla donazione indiretta. La Corte ha chiarito che l'azione volta ad accertare una donazione indiretta è imprescrittibile, diversamente dall'azione di simulazione. Questa decisione è cruciale quando un erede deve difendersi dall'azione di riduzione promossa da un altro, potendo far valere in qualsiasi momento le liberalità ricevute dalla controparte per paralizzarne le pretese.
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Collazione ereditaria: detrazione migliorie e appello
In una causa di divisione ereditaria, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla collazione ereditaria. La richiesta del donatario di detrarre il valore delle migliorie apportate all'immobile donato non costituisce un'eccezione in senso stretto, ma una semplice difesa. Di conseguenza, può essere sollevata in qualsiasi momento del processo, anche in appello, e il giudice può rilevarla d'ufficio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile il motivo di gravame per mancanza di specificità, rinviando la causa per un nuovo esame.
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