La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30657/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Il caso riguardava un'ingente importazione stupefacenti dal Sudamerica, occultati in moto d'acqua. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: il reato di importazione si considera consumato nel momento in cui viene raggiunto l'accordo tra le parti sulla sostanza (quantità, qualità e prezzo), a prescindere dalla successiva consegna fisica della merce, che era stata sequestrata all'estero prima di arrivare in Italia.
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