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art. 74 legge fallimentare

7 provvedimenti

Contratto prosegue in crisi: no alla Prededucibilità dei crediti
La Corte di Cassazione affronta il tema della prededucibilità dei crediti nelle crisi d'impresa. Due fornitori avevano continuato a prestare servizi a un'azienda dopo l'ammissione di quest'ultima all'amministrazione straordinaria. Tuttavia, il commissario straordinario ha poi deciso di non subentrare formalmente nei contratti. La Corte ha stabilito un principio chiaro: la semplice prosecuzione di fatto di un rapporto di fornitura non è sufficiente a garantire il pagamento prioritario. La prededucibilità dei crediti è riconosciuta solo se il commissario manifesta una volontà espressa e inequivocabile di subentrare nel contratto. In assenza di tale decisione, i crediti dei fornitori vengono considerati semplici crediti chirografari, perdendo ogni priorità.
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Subentro Commissario: trattativa non basta, credito non prioritario
Un'azienda fornitrice chiedeva che il suo credito verso una grande società, finita in amministrazione straordinaria, fosse pagato con priorità. Secondo il fornitore, il commissario aveva mostrato con i fatti la volontà di proseguire il contratto. La Cassazione aveva già negato questa tesi. Il fornitore ha tentato un'ultima via, la revocazione, sostenendo che i giudici avessero ignorato delle prove documentali. La Corte Suprema ha respinto definitivamente il ricorso, chiarendo un punto cruciale: una presunta errata valutazione delle prove è un errore di giudizio, non un errore di fatto che giustifica la revocazione. Di conseguenza, il **subentro del commissario straordinario** non è stato provato e il credito del fornitore non avrà alcuna priorità di pagamento.
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Credito prededucibile da confisca: lo Stato non può pagare a metà
Una società di leasing chiedeva il pagamento di canoni non versati dall'Amministrazione giudiziaria, subentrata in un contratto dopo la confisca dei beni di un'azienda cliente. Il Tribunale aveva riconosciuto il debito solo fino alla data della confisca definitiva, escludendo le rate successive. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando un principio chiave sul credito prededucibile da confisca: quando lo Stato decide di proseguire un contratto, l'obbligazione di pagamento è integrale e non può essere limitata nel tempo. L'impegno assunto va onorato per intero, garantendo alla società di leasing il pagamento di tutti i canoni arretrati.
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Revocatoria Fallimentare: la prova dell’insolvenza
Una società che aveva ricevuto un pagamento di oltre 500.000 euro è stata condannata a restituirlo dopo il fallimento dell'azienda pagatrice. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo aspetti cruciali dell'azione di revocatoria fallimentare. La Corte ha stabilito che la conoscenza dello stato di insolvenza del debitore da parte del creditore può essere provata tramite presunzioni, incluse le notizie di stampa. Inoltre, ha ribadito che il danno per gli altri creditori è insito nel pagamento stesso e non necessita di una prova separata.
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Crediti prededucibili: no senza subentro espresso
La Cassazione ha negato la natura di crediti prededucibili a una società fornitrice verso un'impresa in amministrazione straordinaria. Anche se il contratto è proseguito dopo l'apertura della procedura, mancava una dichiarazione espressa di subentro del commissario, requisito indispensabile per estendere la prededucibilità ai crediti anteriori.
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Subentro contratto fallimento: la volontà del curatore
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per il subentro contratto fallimento. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la prosecuzione di una fornitura energetica dopo la dichiarazione di fallimento non implica automaticamente il subentro del curatore nel contratto. Se le azioni del curatore, come la pianificazione di un nuovo contratto a condizioni diverse, dimostrano una volontà contraria, il rapporto originario deve considerarsi sciolto. Il silenzio del curatore di fronte a una richiesta del creditore rafforza questa interpretazione, escludendo la prededucibilità del credito anteriore.
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Credito in prededuzione: no tra procedure diverse
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito sorto durante un'amministrazione giudiziaria (misura antimafia) non mantiene il suo status di credito in prededuzione se l'impresa debitrice entra successivamente in amministrazione straordinaria (procedura per insolvenza). La Corte ha negato l'esistenza di una "consecuzione" tra le due procedure, data la loro diversa natura e finalità, affermando che la prededuzione è una priorità processuale legata alla singola procedura in cui sorge.
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