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art. 74 DPR 309/90

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67 provvedimenti

Reato associativo stupefacenti: prova e partecipazione
La Corte di Cassazione rigetta i ricorsi di diversi indagati accusati di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. La sentenza chiarisce che la prova del reato associativo stupefacenti e della partecipazione individuale deve basarsi su una valutazione complessiva e non frammentaria degli elementi indiziari, come le intercettazioni e i ruoli stabili all'interno del gruppo, confermando la legittimità delle misure cautelari.
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Recidiva e affidamento in prova: la Cassazione chiarisce
Un imputato, condannato per reati di droga, ha contestato l'applicazione della recidiva sostenendo che l'esito positivo di un precedente affidamento in prova avrebbe dovuto escluderla. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo un principio fondamentale: sebbene la singola condanna estinta per esito positivo della prova non possa essere usata per contestare la recidiva, il giudice può comunque applicarla. Tale decisione, però, deve basarsi su una valutazione complessiva della maggiore colpevolezza e della propensione a delinquere del reo, supportata da una motivazione specifica e non da formule di stile.
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Associazione per delinquere: annullamento per coimputato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, poiché la corte d'appello non aveva considerato l'assoluzione definitiva del presunto capo del sodalizio. La sentenza chiarisce anche quando una trattativa per l'acquisto di stupefacenti integra il reato di tentativo di importazione, confermando la condanna per un altro imputato sulla base di una 'trattativa affidante'.
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Travisamento della prova: Cassazione annulla diniego
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava l'affidamento in prova a un condannato. La decisione del tribunale era basata sull'erronea convinzione che l'uomo avesse carichi pendenti per traffico di droga, mentre erano per reati tributari. La Cassazione ha ravvisato un vizio di travisamento della prova, ordinando una nuova e completa valutazione del caso, che tenga conto dei reali carichi pendenti e degli elementi favorevoli emersi dalla relazione dei servizi sociali.
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Reato continuato: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che negava il riconoscimento del reato continuato per una serie di condanne. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può ignorare precedenti decisioni favorevoli emesse nei confronti di coimputati per gli stessi fatti, ma deve confrontarsi con esse e motivare puntualmente un'eventuale decisione di segno contrario, in nome della coerenza del sistema giudiziario.
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Esigenze cautelari: il reato associativo escluso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la custodia in carcere. Anche se viene esclusa l'associazione per delinquere (art. 74), le esigenze cautelari possono persistere sulla base della gravità dei singoli reati di spaccio (art. 73), del pericolo di recidiva e dei collegamenti internazionali dell'imputato.
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Espulsione straniero: quando non si applica la misura
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Procuratore Generale contro la mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione straniero nei confronti di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. La Corte ha stabilito che tale misura non è automatica, ma richiede una valutazione concreta della pericolosità sociale del soggetto. Sebbene la motivazione non fosse esplicita, la Corte ha ritenuto che la decisione del giudice di merito fosse implicitamente fondata su elementi come la concessione di attenuanti e la riqualificazione del reato, indicativi di un giudizio di non pericolosità.
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