Un padre divide i suoi beni tra i figli tramite testamento olografo. Uno dei figli continua a occupare un vano cucina assegnato al fratello, sostenendo di averlo usucapito per averlo utilizzato fin dal 1967. I fratelli chiedono il rilascio del vano e la rimozione di impianti abusivi. La Corte d'Appello rigetta la richiesta di usucapione, ritenendo che il godimento iniziale fosse dovuto a mera tolleranza familiare e che non vi fosse stata alcuna interversione del possesso. La Corte di Cassazione conferma questa decisione, stabilendo che i rapporti di stretta parentela giustificano la tolleranza anche per lunghi periodi. Di conseguenza, senza un atto formale di opposizione che segni l'interversione del possesso, l'occupante rimane un semplice detentore e deve restituire l'immobile, rimuovere le utenze installate nell'androne comune e risarcire i danni ai fratelli.
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