La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per spaccio di sostanze stupefacenti di lieve entità. L'imputato contestava il trattamento sanzionatorio penale, ritenendo che i giudici di merito non avessero valutato elementi a lui favorevoli per ridurre la pena. La Suprema Corte ha chiarito che le contestazioni sulla misura della pena erano generiche. I giudici avevano già bilanciato le attenuanti generiche con la recidiva reiterata, considerando la gravità del fatto, caratterizzato dal possesso di droghe di diverso tipo, e i numerosi precedenti penali del ricorrente. Di conseguenza, la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione è stata confermata, con l'aggiunta delle spese processuali e della sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
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