Una persona, condannata in sua assenza e senza averne mai avuto conoscenza, scopre la sentenza a distanza di anni. Nonostante un precedente appello presentato dal difensore d'ufficio, la Corte di Cassazione concede la restituzione nel termine per impugnare la sentenza di primo grado. La Suprema Corte annulla la precedente sentenza d'appello, affermando la preminenza del diritto di difesa personale dell'imputato, che deve essere pienamente reintegrato nelle sue facoltà, compresa la possibilità di richiedere riti alternativi.
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