La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. Il fulcro della controversia riguardava la mancata applicazione della lieve entità, prevista dall'art. 73 comma 5 del T.U.S. La Suprema Corte ha stabilito che la qualità e la quantità della sostanza, unitamente alle modalità di approvvigionamento e smercio, escludono la natura minore del fatto. È stata inoltre confermata la legittimità del diniego delle attenuanti generiche, data la presenza di una motivazione logica e coerente da parte dei giudici di merito.
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