LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 72 comma 5 l.fall.

8 provvedimenti

Opponibilità al Fallimento: Contratto non Trascritto
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce un punto cruciale in materia di opponibilità al fallimento. Il caso riguarda un complesso accordo immobiliare, formalizzato come una vendita ma in realtà una permuta. La Corte ha stabilito che la domanda di risoluzione del contratto di permuta e di restituzione dell'immobile è improcedibile se l'atto, documentato solo da scritture private, non è stato trascritto nei registri immobiliari prima della dichiarazione di fallimento. La trascrizione si conferma un requisito fondamentale per rendere un diritto reale immobiliare opponibile alla massa dei creditori.
Continua »
Restituzione quote sociali e fallimento: la decisione
La Cassazione nega la restituzione quote sociali a due venditori dopo il fallimento dell'acquirente. La decisione si fonda non sulla mancata trascrizione della domanda di risoluzione, ma sull'assenza di un titolo giudiziale che ordinasse la restituzione, poiché la domanda era stata respinta in un precedente giudizio.
Continua »
Revocatoria fallimentare: no all’atto del terzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'atto con cui un contraente si avvale di una clausola risolutiva espressa a seguito dell'inadempimento della controparte, poi fallita, non è soggetto a revocatoria fallimentare. La decisione si fonda sul fatto che tale atto non è un'azione dispositiva del debitore, il quale subisce passivamente la risoluzione del contratto, ma un rimedio a tutela della parte adempiente. Pertanto, non rientra tra gli 'atti a titolo oneroso' revocabili ai sensi della legge fallimentare.
Continua »
Risoluzione contratto fallimento: competenza del giudice
Un committente si opponeva all'esclusione dal passivo fallimentare di un credito per danni da inadempimento contrattuale. La Cassazione, di fronte alla questione sulla competenza tra giudice ordinario e fallimentare per la risoluzione contratto fallimento, ha rinviato la decisione a un'udienza pubblica per un esame congiunto con casi analoghi, data la rilevanza della questione.
Continua »
Ammissione con riserva: la Cassazione alle Sezioni Unite
Una società di infrastrutture ferroviarie chiedeva l'ammissione di un credito al passivo del fallimento di un'impresa edile. Tale credito era condizionato all'esito di una causa per risoluzione contrattuale già pendente prima del fallimento. Il Tribunale aveva concesso un'ammissione con riserva, ma la curatela fallimentare ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla sorte dei giudizi pendenti al momento della dichiarazione di fallimento e sulla corretta applicazione dell'ammissione con riserva, ha sospeso la decisione e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per un chiarimento definitivo.
Continua »
Domanda tardiva fallimento: la Cassazione alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite una questione cruciale: come gestire una domanda tardiva di fallimento che ripropone una pretesa già oggetto di una causa civile iniziata prima della dichiarazione di fallimento. Il caso riguarda alcuni acquirenti di un immobile che, dopo aver citato in giudizio la società costruttrice per inadempimento, si sono visti costretti a presentare istanza di ammissione al passivo a seguito del fallimento della stessa. I giudici di merito avevano rigettato la domanda, ma la Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema, ha sospeso la decisione per ottenere un verdetto nomofilattico.
Continua »
Inammissibilità del ricorso: carenza d’interesse
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un acquirente contro il fallimento del fornitore di una cucina. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché le questioni centrali del ricorso (risoluzione del contratto e gravità dell'inadempimento) erano già state definite con una sentenza passata in giudicato in un altro procedimento parallelo, conclusosi con un accordo transattivo tra le parti.
Continua »
Obbligo restituzione immobile e curatore fallimentare
Un fondo immobiliare ha affittato un bene a una società, poi fallita. Prima del fallimento, il contratto era stato risolto per morosità e l'immobile sequestrato per inquinamento ambientale. Il fondo ha chiesto al curatore fallimentare la restituzione del bene bonificato. La Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che l'obbligo di restituzione immobile non si trasferisce al curatore se il contratto è cessato prima del fallimento e il bene non è mai entrato nella massa fallimentare. Il proprietario può solo chiedere il risarcimento dei danni.
Continua »