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Art. 718 Codice di Procedura Penale

20 provvedimenti

Revoca misura cautelare: richiesta inutile dopo l’annullamento
Un Ricorrente, inizialmente soggetto a custodia cautelare in carcere per estradizione e successivamente agli arresti domiciliari, ha presentato una richiesta di revoca misura cautelare. La Corte di Cassazione ha dichiarato questa richiesta inammissibile. Questo è accaduto perché la misura cautelare originaria era già stata annullata da una precedente sentenza. Pertanto, la richiesta di revoca o modifica non aveva più un oggetto su cui agire, rendendola superflua e non esaminabile nel merito dalla Corte.
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Allontanamento dagli arresti domiciliari: ok a visite mediche
La Corte di Cassazione ha autorizzato l'allontanamento dagli arresti domiciliari per un soggetto sottoposto a procedura di estradizione che doveva sostenere una visita medica urgente. L'interessato, sottoposto a controllo elettronico, necessitava di raggiungere un poliambulatorio medico. I giudici hanno riconosciuto la propria competenza a decidere sulla richiesta poiché il procedimento principale era pendente dinanzi alla medesima Corte. Constatata l'assenza di ragioni ostative e ottenuto il parere favorevole del Procuratore generale, la Suprema Corte ha concesso l'autorizzazione all'uscita per il tempo strettamente necessario. L'allontanamento è avvenuto sotto la scorta della polizia giudiziaria e ha comportato la temporanea disattivazione del braccialetto elettronico per consentire la prestazione sanitaria.
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Sostituzione misura cautelare: no al giudice singolo nell’estradizione
Un cittadino straniero, detenuto in carcere ai fini dell'estradizione negli Stati Uniti, ha richiesto la sostituzione misura cautelare con una meno afflittiva. Il magistrato delegato della Corte d'appello ha rigettato la richiesta da solo e senza udienza. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che sulla revoca o modifica delle misure cautelari per l'estradizione deve decidere esclusivamente la Corte d'appello in composizione collegiale (tre giudici) e all'esito di un'udienza partecipata con la difesa. Il giudice singolo ha poteri solo per la convalida iniziale o l'audizione, non per modificare la custodia. Vince l'estradando: l'ordinanza di rigetto è nulla e la Corte d'appello dovrà decidere nuovamente rispettando le regole del collegio e del contraddittorio.
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Carenza di interesse: inutile il ricorso se l’estradando è libero
Un cittadino straniero, sottoposto a procedura di estradizione verso il proprio Paese d'origine per scontare una condanna a sei anni di reclusione, impugnava l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d'Appello. La difesa lamentava l'assenza di esigenze cautelari e un errore nel calcolo dei termini di impugnazione. Tuttavia, durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la stessa Corte d'Appello revocava la misura restrittiva, rimettendo in libertà l'uomo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la liberazione del soggetto ha eliminato qualsiasi utilità concreta legata alla decisione sulla legittimità della detenzione ormai revocata.
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Revoca della misura cautelare: no alle decisioni senza udienza
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino straniero, destinatario di una richiesta di estradizione, contro la decisione della Corte di appello che aveva rigettato la sua richiesta di perdita di efficacia dell'obbligo di dimora. La Corte d'appello aveva deciso direttamente, senza fissare l'udienza in camera di consiglio. I giudici di legittimità hanno stabilito che la decisione sulla revoca della misura cautelare o sulla sua perdita di efficacia non può avvenire senza un'udienza partecipata. La mancanza di questa udienza viola il diritto di difesa e rende nullo il provvedimento. Pertanto, la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha ordinato la trasmissione degli atti alla Corte di appello per un nuovo e corretto esame.
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Arresti domiciliari: permessi per visite mediche
La Corte di Cassazione ha autorizzato un soggetto, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con controllo elettronico per fini di estradizione, ad allontanarsi temporaneamente dal domicilio per motivi di salute. La decisione è stata presa per consentire l'effettuazione di esami del sangue e accertamenti diagnostici presso strutture ospedaliere. La Corte ha confermato la propria competenza funzionale durante la pendenza del procedimento di estradizione, disponendo che l'allontanamento avvenga sotto la scorta della polizia giudiziaria e con la disattivazione temporanea del dispositivo elettronico.
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Pericolo di fuga: la Cassazione annulla la custodia
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava la custodia in carcere per un cittadino straniero in attesa di estradizione. Il motivo è che la valutazione del pericolo di fuga era basata solo sulla gravità del reato, senza considerare le prove del suo radicamento in Italia. La Suprema Corte ha ribadito che il pericolo di fuga deve essere provato con elementi concreti e specifici, non presunto.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro le misure cautelari del divieto di espatrio e dell'obbligo di firma. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché la Corte d'Appello aveva revocato le stesse misure dopo la presentazione del ricorso, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Pericolo di fuga: quando non basta viaggiare per lavoro
La Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare basata su un mandato d'arresto europeo. La decisione chiarisce che il pericolo di fuga non può basarsi sulla generica abitudine a viaggiare all'estero per lavoro, ma richiede elementi concreti di una possibile fuga clandestina.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che ripristinava la custodia in carcere. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché, nelle more del giudizio, l'interessato è stato estradato e l'ordinanza cautelare originaria era già stata annullata da una precedente sentenza. Il caso evidenzia come eventi successivi possano rendere inutile una pronuncia nel merito.
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Pericolo di fuga estradizione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro l'ordinanza che negava la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il caso riguarda una procedura di estradizione verso la Serbia per reati di associazione a delinquere, traffico di stupefacenti e riciclaggio. La Corte ha ritenuto correttamente motivato il pericolo di fuga estradizione, basandosi su elementi concreti come ampi contatti internazionali, disponibilità economiche e l'uso di comunicazioni criptate, considerati fattori che aumentano il rischio di fuga anziché diminuirlo.
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Estradizione e Misure Cautelari: Quando Revocarle?
La Corte di Cassazione ha rigettato l'istanza di revoca di una misura cautelare (obbligo di firma) per un cittadino straniero in attesa di decisione sul ricorso contro la sua estradizione. Secondo la Corte, il mero decorso del tempo e il radicamento sociale non sono sufficienti a giustificare la revoca in assenza di nuovi elementi. L'analisi si concentra sulla tematica dell'estradizione e misure cautelari.
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Pericolo di fuga estradizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26647/2024, ha stabilito che la valutazione del pericolo di fuga estradizione segue criteri più stringenti rispetto ai procedimenti interni. Il caso riguardava un cittadino straniero in attesa di estradizione per furto. La Corte ha confermato la custodia in carcere, ritenendo che il suo precedente viaggio clandestino per arrivare in Italia costituisse un elemento concreto e non meramente presuntivo per dimostrare un elevato rischio di fuga, tale da rendere inadeguata qualsiasi altra misura cautelare.
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Misura cautelare estradizione: inammissibile istanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza di revoca o sostituzione di una misura cautelare in carcere presentata da un soggetto in attesa di estradizione. La decisione si basa sulla sopravvenuta carenza d'interesse, poiché nel frattempo il ricorso contro la sentenza che concedeva l'estradizione è stato dichiarato inammissibile, rendendo definitiva la consegna del soggetto allo Stato richiedente e, di conseguenza, superata ogni questione sulla misura cautelare estradizione in Italia.
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Pericolo di fuga estradizione: la decisione della Corte
La Cassazione conferma la custodia cautelare per un cittadino straniero in attesa di estradizione verso gli USA. La Corte ha ritenuto sussistente il pericolo di fuga estradizione data la mancanza di legami stabili con l'Italia, considerando irrilevanti il visto turistico e un affitto a breve termine.
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Misura cautelare estradizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro il diniego di revoca della custodia in carcere per un cittadino straniero in attesa di estradizione. La sentenza ribadisce che, in tema di misura cautelare estradizione, il giudice italiano non deve compiere una piena valutazione sulla gravità degli indizi, ma verificare la sufficienza della richiesta dello Stato estero. La Corte ha inoltre confermato la misura in carcere basandosi sul concreto pericolo di fuga, data l'assenza di legami dell'imputato con il territorio italiano.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dal difensore. Il caso riguardava la richiesta di modifica di una misura cautelare in un procedimento di estradizione. A seguito della rinuncia al ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, ma non a una sanzione pecuniaria, poiché la sua misura cautelare era stata nel frattempo sostituita con una meno afflittiva.
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Misura cautelare estradizionale: il rischio di fuga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la misura cautelare estradizionale della custodia in carcere. La Corte ha ritenuto infondate le censure sulla scadenza dei termini di custodia e ha confermato l'elevato rischio di fuga, data l'assenza di radicamento in Italia e la cittadinanza di un altro Stato dell'area Schengen, che rende inidonee misure meno afflittive.
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Procedura di estradizione: l’obbligo dell’udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che negava la revoca della custodia cautelare a un cittadino straniero. La decisione è stata presa senza un'udienza in camera di consiglio, violando la specifica procedura di estradizione che impone il contraddittorio tra le parti. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Permessi arresti domiciliari: il no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha negato a un soggetto agli arresti domiciliari, in attesa di estradizione, la richiesta di permessi per partecipare a due udienze. La Corte ha stabilito che né la partecipazione a un processo come parte civile, né la presenza a un'udienza in Cassazione rientrano nelle 'indispensabili esigenze di vita' che giustificano l'allontanamento, in quanto la rappresentanza legale del difensore è ritenuta sufficiente. La richiesta di permessi arresti domiciliari è stata quindi rigettata.
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