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Art. 708 Codice di Procedura Civile

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Assegno di mantenimento: decorre sempre dalla domanda iniziale
Un marito ha proposto opposizione contro l'atto di precetto notificato dalla moglie per ottenere le somme dovute in forza dell'ordinanza presidenziale di separazione. Il marito sosteneva che l'assegno di mantenimento dovesse decorrere dalla cessazione della convivenza e non dalla domanda giudiziale, negando l'efficacia esecutiva dell'ordinanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'assegno di mantenimento decorre dalla data di presentazione della domanda di separazione. La Corte ha inoltre ribadito che l'ordinanza del Presidente del Tribunale costituisce un valido titolo esecutivo per l'avvio dell'esecuzione forzata.
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Spese straordinarie di mantenimento: precetto senza nuova causa
Il Padre ha proposto ricorso contro La Madre contestando la validità dell'ordinanza di separazione come titolo esecutivo per il recupero delle spese scolastiche e mediche straordinarie anticipate per le figlie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che le spese straordinarie di mantenimento (scolastiche e mediche), se caratterizzate da ordinarietà e prevedibilità, integrano l'assegno periodico. Di conseguenza, il genitore che le anticipa può agire direttamente in via esecutiva per ottenere il rimborso della quota spettante all'altro coniuge, senza dover richiedere un nuovo provvedimento al giudice. Il Padre è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Separazione legale assegno sociale: validità titoli
La Corte d'Appello ha stabilito che la separazione legale assegno sociale sussiste ai fini previdenziali anche solo con l'ordinanza presidenziale ex art. 708 c.p.c., nonostante l'estinzione del giudizio. Il diritto alla prestazione è stato confermato poiché l'appellante ha dimostrato di non aver mai ripristinato la convivenza con l'ex coniuge, annullando così la richiesta di restituzione delle somme avanzata dall'ente previdenziale.
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Gratuito Patrocinio: compenso negato, la Cassazione lo riconosce
Un avvocato assiste una cliente ammessa al gratuito patrocinio in una causa di separazione, gestendo sia il procedimento principale sia un'impugnazione urgente (reclamo). Il Tribunale liquida un compenso unico, ignorando l'autonomia della fase di reclamo. L'avvocato ricorre in Cassazione, che gli dà ragione. La Corte Suprema stabilisce un principio fondamentale: la liquidazione compenso patrocinio a spese dello Stato deve avvenire separatamente per ogni fase processuale autonoma. Di conseguenza, il compenso per il reclamo va calcolato e pagato a parte. La sentenza viene annullata e il caso torna al Tribunale per un nuovo calcolo corretto.
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Scuola figli: reclamo provvedimenti provvisori negato al padre
In una causa di separazione iniziata prima della Riforma Cartabia, un padre ha contestato la decisione provvisoria del giudice sulla scuola dei figli. La Corte d'Appello ha dichiarato il suo appello inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo un principio chiaro: per i procedimenti antecedenti al 28 febbraio 2023, il reclamo contro provvedimenti provvisori del giudice istruttore non è ammesso. Tali decisioni, essendo temporanee e modificabili, non possono essere impugnate separatamente ma solo insieme alla sentenza definitiva. Il ricorso del padre è stato quindi respinto.
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Spese legali nel reclamo: la Cassazione chiarisce
In un caso di divorzio, la Corte di Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello non può decidere sulle spese legali nel reclamo contro un'ordinanza provvisoria. Tale decisione spetta al tribunale con la sentenza definitiva. L'ordinanza che condannava il marito al pagamento delle spese è stata annullata perché i provvedimenti provvisori sono di natura cautelare e la liquidazione delle spese deve attendere la conclusione del giudizio di primo grado.
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Assegno mantenimento: decorrenza dalla sentenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19625/2023, ha stabilito un principio fondamentale riguardo l'assegno di mantenimento per i figli in caso di separazione. Il ricorso di un padre, che chiedeva la retroattività della riduzione dell'assegno, è stato respinto. La Corte ha chiarito che l'importo fissato nella sentenza definitiva decorre dalla data della stessa e non ha effetto retroattivo, lasciando validi i provvedimenti provvisori emessi in precedenza.
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Ricorso ex art. 708 c.p.c.: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19375/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza della Corte d'Appello emessa in sede di reclamo. Il caso conferma che il ricorso ex art. 708 c.p.c. avverso provvedimenti provvisori in materia di famiglia non è impugnabile in Cassazione, poiché tali misure mancano del carattere della definitività richiesto dall'art. 111 della Costituzione.
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Spese processuali: la Cassazione sul reclamo provvisorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19286/2023, ha stabilito che la Corte d'Appello, nel decidere un reclamo contro un provvedimento provvisorio emesso in una causa di divorzio, non può liquidare le spese processuali di quella fase. Tale decisione spetta al tribunale con la sentenza definitiva che conclude il giudizio. Il ricorso straordinario è stato ritenuto ammissibile solo per impugnare la statuizione illegittima sulle spese, in quanto idonea a formare cosa giudicata.
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Foro del consumatore: prevale su tutto per le parcelle
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19057/2024, ha stabilito che nelle controversie per il pagamento dei compensi professionali, il foro del consumatore prevale su qualsiasi altro criterio di competenza. Anche se l'attività legale è stata svolta in più sedi giudiziarie, l'unica autorità competente a decidere è il tribunale del luogo di residenza del cliente, qualora quest'ultimo agisca come consumatore. La Corte ha inoltre ribadito la necessità di evitare il frazionamento della domanda, imponendo la trattazione unitaria dell'intera causa per garantire un processo giusto e celere.
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Istanza di verificazione: quando è implicita?
In un caso di onorari professionali contestati, un cliente ha eccepito la prescrizione presuntiva. Il professionista ha prodotto un contratto scritto, la cui firma è stata però disconosciuta dal cliente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta del professionista di un termine per depositare l'originale del documento e formalizzare la richiesta di controllo, costituisce una valida e implicita istanza di verificazione, annullando la decisione del tribunale che aveva erroneamente dichiarato prescritto il credito.
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Spese di lite in procedimenti provvisori: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che nei procedimenti provvisori e urgenti a tutela dei minori, la condanna al pagamento delle spese di lite non deve essere emessa contestualmente al provvedimento interinale, ma va rinviata alla decisione finale. Analizzando il ricorso di una madre, la Corte ha annullato la statuizione sulle spese imposta dalla Corte d'Appello, ribadendo che tali decisioni accessorie devono seguire l'esito complessivo della causa principale, poiché il provvedimento provvisorio è destinato ad essere assorbito da quello definitivo.
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Responsabilità genitoriale: quando appellare i decreti
Un padre si vede limitare la propria responsabilità genitoriale da un decreto del Tribunale per i Minorenni. La Corte d'Appello dichiara inammissibile il suo reclamo, ritenendo il provvedimento non definitivo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: qualsiasi provvedimento che incide sulla responsabilità genitoriale ha carattere decisorio e, pertanto, è immediatamente impugnabile, a prescindere dal procedimento in cui è inserito.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Un caso di scioglimento della comunione tra coniugi si conclude in Cassazione con una declaratoria di estinzione del giudizio. La controversia riguardava la data di decorrenza dello scioglimento della comunione a seguito delle modifiche legislative. Tuttavia, prima della decisione di merito, il ricorrente ha rinunciato all'impugnazione con l'adesione della controparte, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del processo senza pronunciarsi sulle spese.
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Spese giudizio di legittimità: quando sono decise?
Una parte riassume una causa solo per ottenere la condanna della controparte al pagamento delle spese del giudizio di legittimità. La Corte d'Appello dichiara la domanda inammissibile, specificando che le spese giudizio di legittimità devono essere regolate nell'ambito della decisione finale della causa principale, applicando il principio della soccombenza globale, e non attraverso un'azione separata.
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