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art. 70 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

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Confisca doganale e quadro d’autore: stop alla perdita del bene
Un viaggiatore introduce in Italia dalla Svizzera un dipinto d'arte di rilevante valore senza presentare la dichiarazione doganale né versare la corrispondente IVA all'importazione. L'amministrazione doganale dispone il sequestro e la successiva confisca doganale dell'opera d'arte. La vicenda approda in Cassazione, che rimette gli atti alla Corte Costituzionale. La Consulta stabilisce l'illegittimità delle norme nella parte in cui non escludono la perdita del bene qualora il contribuente versi integralmente l'imposta evasa, le sanzioni e gli interessi. A seguito della decisione della Consulta, l'Agenzia delle Dogane annulla in autotutela il provvedimento sanzionatorio e rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del procedimento, restituendo la piena disponibilità dell'opera all'importatore in regola con i pagamenti.
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Regime di importazione temporanea: auto libica sequestrata in UE
L'Agenzia delle Dogane ha contestato il contrabbando doganale a un cittadino extra-UE che guidava in Italia un veicolo immatricolato in Libia, confiscando il mezzo. Il conducente sosteneva di poter beneficiare del regime di importazione temporanea esente da dazi. L'amministrazione eccepiva che il soggetto risiedeva stabilmente in Polonia, escludendo l'agevolazione. Dopo alterne decisioni nei gradi di merito, la Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare rilevanza e ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito dei requisiti di residenza e delle prove doganali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
L'Agenzia delle Dogane ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione in una controversia riguardante la confisca di un'opera d'arte importata. La Corte, verificata l'accettazione della controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese legali tra le parti coinvolte.
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Non menzione della condanna: quando spetta?
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di contrabbando di un orologio di lusso, confermando la condanna degli imputati. Tuttavia, ha annullato la sentenza d'appello su due punti cruciali: il diniego del beneficio della non menzione della condanna e la subordinazione della sospensione condizionale alla pubblicazione della sentenza. La Corte ha ribadito che la non menzione della condanna serve a favorire il reinserimento sociale e la sua negazione deve essere motivata sulla base della personalità del reo, non sul tipo di reato. Inoltre, ha chiarito che la pubblicazione della sentenza è una sanzione civile e non può condizionare la sospensione della pena.
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Inammissibilità del ricorso: cosa succede in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato. La decisione si fonda sulla rinuncia ai motivi di gravame relativi alla responsabilità penale, in seguito a un accordo sulla pena in appello (art. 599-bis c.p.p.). Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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IVA all’importazione e contrabbando: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43140/2024, ha stabilito che l'evasione dell'IVA all'importazione costituisce il reato di contrabbando. Il caso riguardava una società che aveva importato merce sottostimandone il valore per pagare meno imposte. La Corte ha qualificato l'IVA all'importazione come un 'diritto di confine', la cui evasione giustifica il sequestro preventivo della merce finalizzato alla confisca, rigettando la tesi difensiva che la considerava un mero tributo interno.
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Contrabbando doganale: rinvio per dubbi costituzionali
Un viaggiatore viene accusato di contrabbando doganale per non aver dichiarato alcuni orologi di lusso al suo rientro in Italia. Dopo i primi due gradi di giudizio a lui sfavorevoli, il caso giunge in Cassazione. I giudici supremi, però, non emettono una sentenza definitiva. Decidono di sospendere il giudizio e rinviare la causa, poiché è in attesa una pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità delle norme che prevedono la confisca dei beni in casi simili, sollevando importanti questioni sull'applicazione delle sanzioni doganali e dell'IVA all'importazione.
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Contrabbando aereo: reato permanente e nuova legge
La Corte di Cassazione conferma che il contrabbando aereo per mancato pagamento dell'IVA all'importazione è un reato permanente. Di conseguenza, si applica la legge più severa entrata in vigore durante la commissione del reato, anche se la condotta era iniziata sotto una normativa più favorevole. La sentenza chiarisce che il reato si consuma non al momento dell'importazione, ma perdura fino alla regolarizzazione della posizione fiscale del bene.
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