Una società contribuente ha contestato una fattura per la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA), sostenendo di avere diritto all'esenzione per le aree in cui produce rifiuti speciali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16727/2024, ha annullato la decisione del giudice regionale, specificando i principi fondamentali in materia. Per ottenere l'esenzione rifiuti speciali, non basta dimostrare la loro produzione, ma è necessario provare il loro corretto avvio al recupero o smaltimento tramite operatori autorizzati. L'onere della prova ricade interamente sul contribuente. La Corte ha rinviato il caso per un nuovo esame che applichi questi principi.
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