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Art. 70, d.lgs. n. 159 del 2011

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Riabilitazione da misure di prevenzione: ricorso o opposizione?
La Corte di appello ha rigettato, senza convocare le parti (de plano), la richiesta di un cittadino volta a ottenere la riabilitazione da misure di prevenzione, nello specifico la sorveglianza speciale. Il cittadino ha proposto ricorso direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che contro il diniego emesso senza formalità non è ammesso il ricorso immediato in Cassazione. Il rimedio corretto è l'opposizione davanti allo stesso giudice che ha emesso il provvedimento, per avviare un regolare contraddittorio in udienza. Di conseguenza, la Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione e ha trasmesso gli atti alla Corte di appello per lo svolgimento del corretto procedimento.
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Riabilitazione da misure di prevenzione: il ricorso incompleto
Un cittadino, già sottoposto a sorveglianza speciale, ha richiesto la riabilitazione da misure di prevenzione. La Corte di appello ha respinto la domanda per due motivi autonomi: la mancata prova di una condotta costantemente buona e la partecipazione a una manifestazione non autorizzata durante il lockdown Covid-19. Il richiedente ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando però solo il secondo motivo relativo alla manifestazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Quando una decisione si fonda su più ragioni autonome, l'impugnazione deve contestarle tutte; lasciarne intatta anche solo una rende inutile il ricorso, poiché quella singola ragione è sufficiente a tenere in piedi il provvedimento di rigetto.
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Riabilitazione dalle misure di prevenzione: stop se si è in cella
Il Cittadino ha richiesto la riabilitazione dalle misure di prevenzione applicate nei suoi confronti per eliminare i divieti commerciali connessi. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la domanda poiché il periodo di buona condotta richiesto dalla legge coincideva con un periodo di detenzione in carcere. Il Cittadino ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il tempo trascorso in carcere dovesse essere conteggiato e sollevando dubbi di legittimità costituzionale per la limitazione alla libertà d'impresa. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la riabilitazione dalle misure di prevenzione richiede una prova costante di buona condotta in stato di piena libertà. Il periodo in carcere non rileva, in quanto il regime carcerario limita la libertà personale e non permette di valutare la reale condotta sociale del soggetto.
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Riabilitazione speciale: buona condotta solo da liberi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un individuo che chiedeva la riabilitazione speciale dopo essere stato sottoposto a sorveglianza. La Corte ha chiarito che il requisito della "buona condotta" deve essere dimostrato con prove costanti ed effettive di un cambiamento nello stile di vita, valutabili solo nel periodo in cui la persona è in piena libertà, e non durante la detenzione o l'affidamento in prova. Poiché il richiedente aveva commesso nuovi reati dopo la cessazione della prima misura di prevenzione, la richiesta è stata respinta.
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Riabilitazione prevenzione: requisiti di buona condotta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva la riabilitazione da una misura di prevenzione. La richiesta era stata negata poiché la sua condotta non era stata ritenuta costantemente buona, nonostante la frequenza di un corso di formazione. Episodi come la guida senza patente hanno pesato negativamente sulla valutazione, portando la Corte a confermare che non sussistevano i presupposti per la riabilitazione prevenzione.
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Appello per riabilitazione: la Cassazione lo converte
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso contro il rigetto di un'istanza di riabilitazione da una misura di prevenzione amministrativa. Invece di dichiararlo inammissibile, ha stabilito che il rimedio corretto non era il ricorso diretto in Cassazione, ma l'opposizione davanti allo stesso giudice che ha emesso il provvedimento. Pertanto, ha riqualificato l'atto come opposizione, applicando il principio di conservazione degli atti giuridici, e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per la prosecuzione del giudizio.
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