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art. 70 d.lgs. 507/93

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Esenzione tassa rifiuti: perché la denuncia al Comune è decisiva
L'Azienda ha contestato alcuni avvisi di pagamento per la tassa rifiuti relativi a un complesso industriale, sostenendo il diritto all'esenzione tassa rifiuti per alcune aree non produttive. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esclusione dalla tassazione non è automatica e richiede necessariamente la presentazione di una denuncia formale al Comune. Senza tale comunicazione preventiva, il contribuente non può ottenere sconti o esenzioni, nemmeno fornendo prove durante il processo. La Corte ha inoltre rilevato la necessità di verificare se i pagamenti già effettuati dall'Azienda si riferissero effettivamente all'immobile oggetto della disputa. La sentenza è stata annullata con rinvio per nuovi accertamenti sui fatti.
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Onere della prova Tares: la dichiarazione è decisiva
Un'azienda di recupero indumenti si oppone a un avviso di accertamento Tares, sostenendo di produrre rifiuti speciali non tassabili. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova Tares richiede una dichiarazione preventiva annuale delle aree esenti. Tale obbligo informativo non può essere sanato ex post in sede giudiziaria, rendendo irrilevanti perizie e fatture prodotte successivamente.
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Tassabilità aree scoperte: la Cassazione sui parcheggi
Una società della grande distribuzione contestava la tassabilità delle aree scoperte adibite a parcheggio per la tassa rifiuti. La Cassazione, pur annullando l'accertamento per un'annualità per decadenza, ha confermato il principio di tassabilità per gli anni successivi. La frequentazione umana rende i parcheggi aree presuntivamente produttive di rifiuti, spostando l'onere della prova sul contribuente, che deve dimostrare la loro inidoneità a produrre rifiuti.
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Impugnazione atto impositivo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro un sollecito di pagamento TARSU, poiché la successiva impugnazione del formale avviso di accertamento per la stessa annualità fa venir meno l'interesse a decidere sul primo atto. La Corte ha chiarito che la strategia processuale corretta è attendere e contestare l'atto impositivo definitivo. L'ordinanza affronta anche i limiti del giudicato in materia di tributi periodici, specificando che non si estende a elementi variabili della pretesa fiscale.
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Onere della prova TARSU: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato avvisi di accertamento TARSU. La Commissione Tributaria Regionale gli ha dato ragione, ritenendo gli atti illegittimi per carenza di motivazione sulle aree esenti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'onere della prova TARSU per le esenzioni grava esclusivamente sul contribuente. L'ente impositore non è tenuto a specificare nell'atto le superfici non tassabili. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Attività stagionale TARI: la licenza è decisiva
Una società alberghiera, titolare di licenza annuale, ha contestato un avviso di accertamento TARI per l'intero anno, sostenendo la propria natura di attività stagionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la chiusura volontaria non costituisce oggettiva impossibilità di utilizzo dei locali. Pertanto, in presenza di una licenza annuale, l'attività stagionale TARI è dovuta per l'intero periodo, non solo per i mesi di apertura. La Corte ha inoltre validato il ricalcolo della superficie imponibile effettuato dal Comune sulla base della documentazione fornita dalla stessa contribuente.
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Riduzione TARI stagionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha negato la riduzione TARI stagionale al titolare di un'impresa alberghiera con licenza annuale. Secondo la Corte, la semplice comunicazione di chiusura non è sufficiente. Il contribuente deve fornire la prova rigorosa dell'oggettiva impossibilità di utilizzare i locali e, di conseguenza, di produrre rifiuti. La detenzione di una licenza annuale crea una presunzione di attività potenziale per tutto l'anno, che sposta sul contribuente l'onere di dimostrare il contrario.
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