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Art. 7 legge 28 febbraio 1985, n. 47

7 provvedimenti

Ordine di demolizione: a chi notificarlo? Novità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17809/2024, ha stabilito un importante principio in materia di abusivismo edilizio. Ha chiarito che l'ordine di demolizione emesso dal giudice penale deve essere notificato non solo alla persona condannata per l'illecito, ma anche all'attuale proprietario dell'immobile, pure se estraneo al processo penale. Questa decisione, che supera un precedente orientamento, sottolinea la natura 'reale' della sanzione, la quale è legata all'immobile e non alla persona, con lo scopo di ripristinare la legalità violata.
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Ordine di demolizione: valido dopo il patteggiamento?
La Cassazione ha respinto il ricorso contro un ordine di demolizione emesso con una sentenza di patteggiamento nel 2003. Si è stabilito che la Riforma Cartabia non annulla tale ordine, poiché esso costituisce una sanzione autonoma e non un effetto secondario della sentenza, confermandone la piena esecutività.
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Demolizione opere abusive: i limiti del giudice penale
Un cittadino, dopo aver estinto un reato edilizio con oblazione, riceve un ordine di demolizione. La Cassazione lo annulla, chiarendo che la demolizione opere abusive, per violazioni al solo Codice della Navigazione e senza condanna penale, è di competenza amministrativa e non del giudice penale.
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Responsabilità direttore lavori: cliente vuole l’abuso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7931/2024, ha stabilito un importante principio in materia di responsabilità del direttore dei lavori. Nel caso esaminato, una proprietaria immobiliare aveva citato in giudizio il geometra incaricato per i danni derivanti da un abuso edilizio. Tuttavia, è emerso che era stata la stessa committente a insistere per la realizzazione dell'opera illegale, nonostante fosse stata avvertita dei rischi. La Suprema Corte ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento, chiarendo che la consapevole e volontaria richiesta del cliente di compiere un'irregolarità interrompe il nesso causale, escludendo la responsabilità contrattuale del professionista nei suoi confronti.
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Demolizione parziale abuso edilizio: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore contro una decisione che consentiva la demolizione parziale di un abuso edilizio. La decisione si fonda sul principio che, se le opere abusive sono tecnicamente separabili dal corpo principale dell'edificio senza comprometterne la stabilità, l'ordine di demolizione deve essere limitato solo a tali opere. La Corte ha stabilito che il disaccordo sulle valutazioni tecniche di un perito non costituisce un motivo valido per un ricorso per cassazione, che deve basarsi su violazioni di legge e non su questioni di fatto.
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Omissione di soccorso: la Cassazione conferma condanna
Un automobilista, dopo aver urtato una ciclista facendola cadere in un fossato, si dava alla fuga. Condannato in primo e secondo grado per i reati previsti dal Codice della Strada, tra cui l'omissione di soccorso, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. L'analisi della Corte si è concentrata sulla sussistenza del reato, sull'elemento psicologico e su aspetti procedurali, ribadendo la gravità della condotta di chi non si ferma a prestare aiuto dopo un incidente.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due sorelle contro un ordine di demolizione risalente al 1989. La sentenza chiarisce che né l'acquisizione dell'immobile da parte del Comune, né la generica invocazione del diritto all'abitazione (Art. 8 CEDU) possono bloccare l'esecuzione della sanzione, confermando la piena legittimità dell'operato del giudice dell'esecuzione.
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