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art. 7 d.l. n. 119 del 2018

8 provvedimenti

Definizione agevolata: stop alle liti fiscali senza raddoppio tasse
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza favorevole a una società in merito al recupero di imposte per costi di consulenza ritenuti indeducibili. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate e la società non deve pagare il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata delle controversie: pace fatta con il fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un contribuente alcuni avvisi di accertamento, contestando un reddito superiore rispetto a quello dichiarato sulla base di incrementi patrimoniali non giustificati. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata delle controversie per sanare la propria posizione fiscale, provvedendo al pagamento della prima rata. L'Amministrazione Finanziaria non ha notificato alcun diniego nei termini di legge e ha successivamente aderito alla richiesta di chiusura della lite. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese del giudizio a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava parzialmente un avviso di accertamento per tasse non pagate da una società di persone, coinvolgendo il socio. Durante il giudizio di Cassazione, Il Socio ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando le rate previste. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro il termine stabilito dalla legge e non vi è stato alcun rifiuto da parte del Fisco, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, confermando la chiusura definitiva della lite fiscale.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e il processo si estingue
L'Amministrazione Finanziaria aveva impugnato la decisione del giudice d'appello favorevole alla Società Contribuente, riguardante un avviso di accertamento per imposte non pagate. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la Società Contribuente ha presentato una richiesta di definizione agevolata per chiudere la lite in modo amichevole, avvalendosi della sanatoria fiscale prevista dalla legge. I giudici di legittimità, verificata la regolarità della documentazione e la sussistenza di tutti i requisiti di legge, hanno accolto l'istanza. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, chiudendo definitivamente la vertenza tra le parti.
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Definizione agevolata: la società edile azzera il debito fiscale
Una società di costruzioni impugna un avviso di accertamento per IVA, IRES e IRAP. Durante il giudizio in Cassazione, la società presenta istanza di definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge e l'avvenuto pagamento di quanto dovuto, dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di giudizio vengono interamente compensate tra le parti, restando a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale senza raddoppio dei costi
Una società di costruzioni e i suoi soci hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dall'amministrazione finanziaria per maggiori redditi non dichiarati ai fini IVA, IRPEF e IRAP. Durante la causa davanti alla Corte di Cassazione, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per sanare la lite fiscale, pagando la prima rata prevista dalla legge. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la ripresa del processo entro i termini di legge e non è intervenuto alcun rifiuto da parte del fisco, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata della lite: il fisco si ferma in Cassazione
Il Contribuente, un avvocato, impugnava un avviso di accertamento emesso dall'Amministrazione Finanziaria basato su indagini bancarie che avevano rilevato versamenti non giustificati sul proprio conto corrente. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, Il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della lite ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento della prima rata. Non essendo intervenuto alcun diniego da parte dell'ufficio tributario, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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Cessazione materia contendere: le spese legali
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere a seguito della rinuncia del contribuente alla pretesa sulle spese di lite. Sebbene l'appello dell'Agenzia delle Entrate fosse fondato sul principio che la definizione agevolata prevale sulla condanna alle spese, la Corte ha compensato i costi del giudizio in quanto l'orientamento giurisprudenziale favorevole all'Amministrazione si è consolidato solo dopo la proposizione del ricorso.
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