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Art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105

6 provvedimenti

Evasione e 131-bis: quando la tenuità del fatto prevale sulla condanna
Un Lavoratore, agli arresti domiciliari per reati di droga, si allontana per pochi metri dalla sua abitazione. La Corte d'Appello conferma la condanna per evasione, negando la non punibilità per tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La Corte d'Appello ritiene la condotta abituale a causa di un precedente e della propensione a delinquere. La Cassazione annulla questa decisione. Essa chiarisce che l'abitualità richiede almeno tre illeciti della stessa indole, non bastando un solo precedente o la recidiva. La sentenza rinvia il caso per un nuovo giudizio, affermando che la tenuità del fatto deve essere valutata correttamente.
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Turbata Libertà Appalti: Misura Revocata, Ricorso Inammissibile
Un Funzionario di un'Azienda Pubblica è stato accusato di `turbata libertà degli appalti`. Avrebbe favorito alcuni Imprenditori, tra cui L'Imprenditore, tramite affidamenti diretti illeciti. A L'Imprenditore era stata applicata una misura interdittiva, che gli impediva di contrattare con la pubblica amministrazione. L'Imprenditore ha impugnato questa decisione. Tuttavia, la misura interdittiva è stata successivamente revocata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, poiché la revoca della misura ha reso inutile la decisione sull'impugnazione.
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Omesso versamento lotto: il Peculato del concessionario è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato del titolare di una rivendita di tabacchi. L'uomo non aveva versato i proventi del gioco del lotto al concessionario dei Monopoli di Stato. La sentenza ha ribadito che il denaro incassato dal gestore, in quanto incaricato di pubblico servizio per via del rapporto di concessione con l'Erario, è di pertinenza pubblica fin dal momento della riscossione. Pertanto, l'omesso versamento configura il peculato del concessionario, poiché l'attività di raccolta del lotto è un servizio pubblico gestito su base concessoria.
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Confisca per Equivalente: I Frutti dei Beni Sequestrati Vanno Restituiti?
Un Condannato subiva una confisca per equivalente di 73.089,77 euro. I suoi immobili erano stati sequestrati e avevano prodotto "frutti" (affitti). La Corte d'Appello negava la restituzione di questi "frutti", ritenendoli inclusi nella confisca. La Cassazione ha stabilito che la confisca per equivalente si riferisce solo al profitto del reato al momento della condanna. I "frutti" maturati dopo il sequestro non rientrano in tale profitto. Trattenerli estenderebbe indebitamente la confisca. La Corte ha annullato la decisione, rinviando il caso per la restituzione dei "frutti".
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Spaccio di lieve entità: continuità e volumi escludono sconti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti a carico di un imputato, respingendo la richiesta di derubricazione nel reato di spaccio di lieve entità. La difesa sosteneva il ruolo marginale del soggetto, privo di legami con la criminalità organizzata e rivolto a pochi acquirenti abituali. Tuttavia, i giudici hanno evidenziato la vendita continuativa di oltre 2700 dosi di cocaina e crack nell'arco di quattro anni, con guadagni stimati in almeno 60.000 euro. Tale continuità temporale e l'efficienza logistica dimostrano una solida capacità organizzativa, incompatibile con la minima offensività richiesta dalla fattispecie attenuata.
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Termine avviso udienza: nullità per notifica tardiva
Un individuo ha impugnato un'ordinanza che ripristinava la sua custodia cautelare. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento perché il termine per l'avviso di udienza non era stato rispettato. La notifica al difensore, avvenuta solo quattro giorni prima, ha leso il diritto di difesa, portando alla nullità dell'udienza e al rinvio del caso per un nuovo giudizio.
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