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art. 7, comma 2-bis, d.l. 30 settembre 2005, n. 203

6 provvedimenti

Esenzione ICI per scuole: no se l’attività è commerciale
Una fondazione che gestisce una scuola privata si è vista negare l'esenzione ICI per gli anni 2010 e 2011. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'attività didattica era svolta con modalità commerciali, dato il cospicuo volume d'affari e le rette non meramente simboliche. La sentenza chiarisce che per beneficiare dell'esenzione, l'ente deve dimostrare che l'attività è svolta gratuitamente o dietro un corrispettivo che copre solo una minima parte dei costi, un onere probatorio non soddisfatto nel caso di specie. La Corte ha inoltre accolto il ricorso incidentale dell'ente di riscossione su una questione procedurale, invalidando l'annullamento dell'accertamento per l'anno 2009.
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Esenzione IMU enti religiosi: la retta simbolica
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della esenzione IMU per gli enti religiosi, specificando i criteri per l'attività didattica. Il caso riguarda l'impugnazione di un avviso di accertamento IMU da parte di un ente religioso nei confronti di un'amministrazione comunale. La Corte ha stabilito che, per beneficiare dell'esenzione, la retta scolastica deve essere puramente "simbolica", ovvero talmente irrisoria da escludere la natura commerciale del servizio, non essendo sufficiente che sia inferiore ai costi di gestione o che generi una perdita economica. Di conseguenza, ha cassato la sentenza di secondo grado che aveva concesso l'esenzione basandosi su una valutazione meno rigorosa.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Un ente ecclesiastico ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione in una controversia fiscale ICI, a seguito di un annullamento parziale in autotutela da parte del Comune. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, motivando la compensazione delle spese legali proprio per via dell'annullamento parziale avvenuto in corso di causa ed escludendo l'applicazione del doppio contributo unificato.
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Esenzione ICI: prova a carico del contribuente
Una Diocesi ha richiesto l'esenzione ICI per un immobile accatastato come seminario, sostenendo fosse utilizzato per l'esercizio del culto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. Il principio chiave affermato è che l'onere della prova per l'esenzione ICI spetta al contribuente. Non è sufficiente la destinazione catastale dell'immobile; l'ente deve dimostrare concretamente che l'attività svolta al suo interno sia esclusivamente non commerciale e rientri tra quelle previste dalla legge per beneficiare dell'agevolazione fiscale.
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Esenzione IMU: prova dell’uso effettivo è decisiva
Un fondo previdenziale ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi immobili, sostenendo la loro destinazione a finalità assistenziali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per beneficiare dell'esenzione IMU, non è sufficiente la previsione statutaria o la destinazione catastale. Il contribuente ha l'onere di dimostrare in modo concreto e fattuale l'utilizzo diretto ed esclusivo dell'immobile per le attività non commerciali previste dalla legge. La semplice destinazione potenziale o l'uso come uffici amministrativi non sono sufficienti per ottenere l'agevolazione fiscale.
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Esenzione ICI Enti Non Profit: la prova è a carico
Un comune ha impugnato una decisione che concedeva l'esenzione ICI a una fondazione ONLUS per le sue attività sanitarie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che essere un'organizzazione senza scopo di lucro e operare in convenzione con il servizio sanitario pubblico non è sufficiente. Per beneficiare dell'esenzione ICI per enti non profit, l'ente deve fornire la prova che le sue attività sono svolte con modalità concretamente non commerciali, come a titolo gratuito o dietro un corrispettivo simbolico. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione dei fatti.
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