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Art. 691 Codice Penale

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Appello sentenza Giudice di pace: stop con la sola pena pecuniaria
Il Giudice di pace condannava la titolare di un bar alla pena di ottocento euro di ammenda e alla sospensione dell'attività per tre mesi, a causa della somministrazione di alcolici a clienti già ubriachi. L'esercente presentava appello, ma il Tribunale dichiarava inammissibile l'impugnazione. La legge vieta infatti l'appello quando il giudice infligge una sola sanzione pecuniaria senza risarcimento danni. L'imprenditrice ricorreva in Cassazione sostenendo la rilevanza della sanzione accessoria della chiusura del locale. La Suprema Corte ha respinto il ricorso. La disciplina dell'appello sentenza Giudice di pace esclude il secondo grado di merito se la condanna principale riguarda solo il pagamento di denaro, rendendo irrilevanti le sanzioni accessorie. La ricorrente ha subito la condanna definitiva e il pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Alcol a persone ubriache: la Cassazione conferma la condanna
Il titolare di un esercizio commerciale ha subito una condanna per il reato di somministrazione di bevande alcoliche a persone ubriache, con l'obbligo di pagare un'ammenda di 850 euro. L'esercente ha impugnato la decisione del Giudice di Pace davanti alla Corte di Cassazione, contestando la ricostruzione probatoria e la motivazione della sentenza. I Giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. La difesa ha sollevato censure di fatto, chiedendo una nuova valutazione delle prove non consentita alla Suprema Corte. A seguito della decisione, la condanna originaria è divenuta definitiva. L'imputato deve inoltre versare le spese del procedimento e una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Somministrazione di alcolici a ubriachi: condannato il titolare
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di somministrazione di alcolici a ubriachi nei confronti della titolare di un bar. L'imputata si difendeva sostenendo che la bevanda fosse stata servita da un dipendente e che lei si trovasse all'interno del locale, mentre i clienti erano all'esterno. I giudici hanno chiarito che il titolare risponde del reato sia se agisce direttamente sia se non impedisce ai propri dipendenti di servire soggetti palesemente ubriachi. Inoltre, la Corte ha ribadito che non vi è alcuna violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza se il fatto contestato rimane sostanzialmente identico. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
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Notifica tardiva: annullato il provvedimento abnorme del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che costituisce un provvedimento abnorme del giudice l'ordine con cui un Giudice di Pace, rilevata la tardività della notifica della citazione a giudizio, restituisce gli atti al Pubblico Ministero per la rinnovazione. La legge, infatti, impone al Giudice di Pace di provvedere direttamente e d'ufficio a rinnovare la notifica. Tale errore procedurale causa un'indebita regressione del procedimento, ponendosi al di fuori del corretto sviluppo processuale. Di conseguenza, la Corte ha annullato l'ordinanza del Giudice di Pace, ordinando la restituzione degli atti affinché il processo possa proseguire correttamente.
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Alcol servito illegalmente: l’inammissibilità del ricorso in Cassazione
Una persona, condannata in primo grado per aver servito bevande alcoliche in violazione di legge (art. 691 c.p.), ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. L'imputata lamentava una valutazione sbagliata delle prove. La Suprema Corte ha stabilito l'inammissibilità del ricorso per cassazione, ribadendo un principio fondamentale: non è possibile chiedere alla Cassazione una nuova valutazione dei fatti o delle prove. Il suo compito è solo verificare la corretta applicazione della legge. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e la ricorrente è stata condannata a pagare le spese processuali e un'ammenda.
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Somministrazione alcolici: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di somministrazione alcolici a una persona in evidente stato di ubriachezza (art. 691 c.p.). Il ricorso, inizialmente presentato come appello e poi correttamente riqualificato, è stato dichiarato inammissibile. La ragione principale risiede nel fatto che il difensore che ha sottoscritto l'atto non era ancora iscritto all'albo speciale dei cassazionisti al momento della presentazione del ricorso. Oltre all'inammissibilità, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Somministrazione alcolici a ubriachi: la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un esercente che aveva effettuato la somministrazione di alcolici a persona ubriaca. La sentenza chiarisce che lo stato di 'manifesta ubriachezza' non richiede accertamenti tecnici, ma può essere provato tramite testimonianze su segni esteriori come il barcollamento e la condotta violenta. L'ipotesi che la bevanda servita potesse essere analcolica è stata respinta come congettura irragionevole e priva di riscontri.
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Vizio di motivazione: sentenza annullata per copia-incolla
La Cassazione annulla una condanna per somministrazione di alcol a ubriachi a causa di un grave vizio di motivazione. La sentenza di primo grado descriveva l'imputato come una donna, frutto di un evidente errore di copia-incolla, rendendo le motivazioni illogiche e contraddittorie.
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