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Art. 69, comma 7, d.lgs. n. 165 del 2001

5 provvedimenti

Anzianità servizio convenzionato: Cassazione nega il riconoscimento
La Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni lavoratori sanitari che chiedevano il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata con contratti "a convenzione" prima del loro inquadramento in ruolo nel 1985. I lavoratori sostenevano che la legge di stabilizzazione avrebbe dovuto equiparare il loro precedente rapporto a un impiego subordinato. La Corte ha chiarito che la legge n. 207/1985 escludeva esplicitamente tale riconoscimento. Ha inoltre confermato che l'Azienda Sanitaria era il soggetto corretto per la richiesta di riconoscimento dell'anzianità, ma non per le conseguenze economiche pregresse. La richiesta di sollevare una questione di legittimità costituzionale è stata ritenuta infondata, non essendoci disparità di trattamento con altre categorie mediche regolate da norme diverse. Il riconoscimento anzianità servizio convenzionato è stato negato.
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Mansioni superiori: quando la Cassazione non riesamina
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di mansioni superiori e le relative differenze retributive. La Corte ha stabilito che il ricorso era inammissibile perché mirava a un riesame delle prove e dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La sentenza ha inoltre precisato che l'eccezione di prescrizione, una volta sollevata, resta valida anche se la parte è contumace nel successivo giudizio di rinvio.
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Legittimazione passiva ASL: chi paga i debiti?
Una psicologa ha citato un'Azienda Sanitaria Locale per il risarcimento del danno da omessi contributi previdenziali relativi al periodo 1987-1995, quando era in servizio presso la soppressa Unità Sanitaria. La Corte di Cassazione ha stabilito il difetto di legittimazione passiva ASL per i debiti sorti prima del 31 dicembre 1994, attribuendo la responsabilità alle gestioni liquidatorie regionali. La domanda della lavoratrice contro l'Azienda è stata quindi rigettata per tale periodo.
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Legittimazione passiva ASL: chi paga i debiti USL?
Una professionista ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) per ottenere il risarcimento del danno derivante dall'omesso versamento di contributi previdenziali relativi al periodo 1987-1995, quando operava la precedente Unità Sanitaria Locale (USL). La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione passiva ASL non sussiste per i debiti maturati prima del 31 dicembre 1994. Per tale periodo, la responsabilità ricade sulle Regioni attraverso le apposite gestioni liquidatorie. Di conseguenza, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso dell'ASL, rigettando la domanda della lavoratrice per il periodo fino al 1994.
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Ferie part-time orizzontale: diritto pieno come full-time
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9857/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ferie part-time orizzontale. Un medico, il cui orario di lavoro ridotto era distribuito su tutta la settimana, si è visto riconoscere il diritto allo stesso numero di giorni di ferie di un lavoratore a tempo pieno. La Corte ha chiarito che la riduzione delle ferie è proporzionale solo all'orario (come nel part-time verticale) e non al numero di giorni lavorati, se questi coincidono con quelli dei colleghi full-time. Inoltre, è stata affermata la giurisdizione del giudice ordinario per l'intera durata del rapporto di lavoro, anche per i periodi precedenti al 30 giugno 1998, per garantire una tutela unitaria.
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