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Art. 68 Codice Deontologico Forense

5 provvedimenti

Conflitto di interessi avvocato tra divieti e sanzione
Un legale, amministratore di un complesso residenziale, ha intrapreso un'azione giudiziaria di recupero crediti contro una società già sua cliente prima del decorso di due anni dalla fine dell'incarico. I giudici disciplinari hanno ritenuto sussistente il conflitto di interessi avvocato e hanno sanzionato il professionista con la sospensione dall'albo per due mesi. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha confermato l'illiceità dell'incarico contro l'ex assistito ma ha annullato la decisione sulla sanzione. Il giudice disciplinare ha omesso di valutare l'archiviazione delle accuse a carico dei colleghi di studio, elemento decisivo per rideterminare una pena più lieve.
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Sanzione annullata per prescrizione dell’azione disciplinare
Un avvocato è stato sanzionato con la censura per aver difeso un collega in una causa di responsabilità professionale promossa da un suo ex cliente, violando il divieto biennale di assumere incarichi contro ex assistiti. L'avvocato ha impugnato la sanzione davanti alla Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite hanno accolto il ricorso, dichiarando l'estinzione del procedimento. La Corte ha stabilito che per gli illeciti professionali si applica la prescrizione dell'azione disciplinare nel termine massimo e inderogabile di sette anni e mezzo dal fatto. Poiché l'illecito risaliva al 2014 e il giudizio non si era concluso con decisione definitiva entro tale termine, l'azione si è estinta. Di conseguenza, la sanzione è stata annullata senza rinvio.
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Conflitto di interessi dell’avvocato: accordo privato inutile
Un professionista ha assunto la difesa di un cliente contro una società con cui aveva rapporti professionali in corso, violando il termine di due anni previsto dalle norme professionali. Inoltre, ha avviato un'azione esecutiva contro la stessa società per recuperare i propri compensi senza rinunciare ai precedenti incarichi. Il Consiglio Nazionale Forense ha confermato la sanzione della censura per violazione delle regole sul conflitto di interessi dell'avvocato. Il professionista ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la proporzionalità della sanzione e la mancanza di motivazione. Le Sezioni Unite hanno rigettato il ricorso, stabilendo che la valutazione della gravità del fatto spetta esclusivamente agli organi disciplinari e che la sanzione applicata è coerente e ragionevole.
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Divieto di difesa contro ex cliente: ditta e titolare sono uguali
La Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito un principio fondamentale sul divieto di difesa contro ex cliente. Un avvocato, sanzionato con la censura per aver difeso la moglie di un imprenditore contro quest'ultimo prima che fossero passati due anni dalla fine del loro rapporto professionale, si era giustificato sostenendo di aver assistito l'impresa individuale e non la persona fisica. La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che l'impresa individuale e l'imprenditore sono la stessa entità ai fini deontologici. Pertanto, l'avvocato ha violato il divieto di assumere incarichi contro un ex cliente, poiché non esiste distinzione tra la persona e la sua ditta individuale. La sanzione disciplinare è stata confermata.
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Conflitto di interessi avvocato: la sanzione è certa
La Cassazione conferma la sanzione disciplinare a un avvocato per conflitto di interessi. Il legale, dopo aver assistito entrambi i coniugi in una separazione, ha poi difeso uno di essi contro l'altro in procedimenti successivi. La Corte ha ritenuto la condotta una grave violazione dei doveri di lealtà e probità, respingendo sia le censure sulla motivazione della sanzione sia l'eccezione di prescrizione.
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