Due coniugi redigono lo stesso giorno, davanti allo stesso notaio, due testamenti distinti nominandosi eredi l'un l'altro. Alla morte della moglie, i parenti impugnano l'atto eccependo la nullità per violazione del divieto di testamento congiunto e di patti successori. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dei parenti, confermando la validità del testamento reciproco. La Corte chiarisce che la redazione simultanea su schede separate non configura un testamento congiunto vietato, né dimostra l'esistenza di un patto successorio, in assenza di un vincolo giuridico bilaterale che limiti la libertà testamentaria. Inoltre, la revoca di un secondo testamento ha determinato la reviviscenza del primo. Gli eredi istituiti vincono definitivamente la causa e i parenti vengono condannati al pagamento delle spese processuali e a sanzioni per lite temeraria.
Continua »