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Art. 669-quater Codice di Procedura Civile

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Accertamento tecnico preventivo: stop al ricorso in Cassazione
Due società commerciali hanno presentato un ricorso per accertamento tecnico preventivo contro il fornitore elettrico, lamentando gravi guasti ai macchinari causati da sbalzi di tensione nell'immobile aziendale. Il Tribunale ha respinto la richiesta per assenza di presupposti di urgenza, condannando le istanti a rimborsare le spese legali. Le imprese hanno impugnato direttamente il provvedimento di rigetto davanti alla Corte di Cassazione, contestando l'addebito delle spese di lite. I Giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. L'ordinanza che nega la perizia preventiva e decide sulle spese non può essere impugnata in Cassazione, ma deve essere contestata unicamente tramite reclamo al collegio dei magistrati del medesimo Tribunale.
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Muro pericoloso: la denuncia di danno temuto vince in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di denuncia di danno temuto tra vicini, originato dalla costruzione di un terrapieno e un muro di recinzione ritenuti pericolosi. I costruttori del muro sostenevano che l'azione fosse inammissibile e che i vicini non avessero il diritto di agire. La Corte ha respinto il ricorso, confermando che anche il possessore di un immobile, non solo il proprietario, può agire per prevenire un danno. Ha inoltre stabilito che la nuova azione era legittima. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati a mettere in sicurezza l'opera, a pagare le spese legali e a un ulteriore risarcimento per aver intentato una causa con colpa grave, basata su argomenti infondati.
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Sequestro liberatorio: i rimedi contro le spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un locatore contro la condanna al pagamento delle spese in un procedimento di sequestro liberatorio. Tale procedimento, avviato dal conduttore per liberarsi dall'obbligo di riconsegna di un immobile non accettato dal locatore, è stato qualificato come misura cautelare. Di conseguenza, il provvedimento che decide sulle spese non è definitivo e deve essere impugnato con il reclamo specifico per i procedimenti cautelari, non con ricorso straordinario in Cassazione.
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Procedimento cautelare: nullità senza atto di merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità di un intero processo, comprese le sentenze di primo e secondo grado, perché la parte che aveva ottenuto un provvedimento cautelare di sospensione lavori non aveva poi instaurato il giudizio di merito con un autonomo atto di citazione. La Corte ha chiarito che la semplice fissazione di un'udienza da parte del giudice non può sostituire l'atto di impulso della parte, essenziale per avviare correttamente la fase di merito del procedimento cautelare.
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Domanda riconvenzionale: appello o Cassazione?
Un cliente contesta la parcella del suo avvocato e avanza una domanda riconvenzionale per responsabilità professionale. La Cassazione chiarisce che, nel rito speciale per gli onorari, la decisione sulla domanda principale è ricorribile in Cassazione, mentre quella sulla domanda riconvenzionale va impugnata con l'appello. Il ricorso è quindi parzialmente inammissibile.
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Confisca per riciclaggio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18184/2024, ha stabilito che la confisca per riciclaggio e autoriciclaggio deve colpire l'intero valore dei beni 'ripuliti', e non solo l'eventuale plusvalenza. La Corte ha chiarito che tali beni costituiscono il 'prodotto' del reato. Ha inoltre dichiarato inammissibili i ricorsi delle parti civili e dei responsabili civili contro la confisca disposta in una sentenza di patteggiamento, delineando i limiti delle loro impugnazioni.
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Sequestro conservativo: quando si può ottenere?
Il Tribunale ha concesso un sequestro conservativo a favore di una società creditrice. La decisione si basa sulla prova del credito (fumus boni iuris) tramite fatture, e sul rischio di insolvenza del debitore (periculum in mora), desunto da un bilancio negativo e dalle dimissioni dell'amministratore.
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Ricorso inammissibile: le regole per un appello valido
In un caso originato da una disputa su un diritto di passaggio, la Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa della formulazione confusa e disorganizzata dei motivi di appello. Questa decisione sottolinea l'importanza di presentare impugnazioni chiare e specifiche, evidenziando come la mancanza di rigore possa portare non solo al rigetto, ma anche alla condanna per lite temeraria e al pagamento di ulteriori sanzioni.
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