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Art. 663 Codice di Procedura Penale

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187 provvedimenti

Estinzione della pena: limiti dell’affidamento in prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'annullamento di un ordine di esecuzione di pene concorrenti. La Corte chiarisce che l'estinzione della pena, conseguente all'esito positivo dell'affidamento in prova, opera solo per le specifiche condanne oggetto della misura alternativa e non si estende ad altre pene, anche se precedenti. La decisione sottolinea il principio di separazione degli effetti estintivi, che non possono operare sul cumulo giuridico complessivo.
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Riparazione per ingiusta detenzione: quale rimedio?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un detenuto che sconta un periodo di isolamento diurno ingiustamente inflitto deve chiedere la riparazione per ingiusta detenzione ai sensi dell'art. 314 cod. proc. pen. e non il rimedio previsto per le condizioni detentive inumane dall'art. 35-ter ord. pen. La Corte ha chiarito che l'isolamento è una pena e la sua esecuzione illegittima configura un'ingiusta detenzione, non un problema di condizioni carcerarie.
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Reato continuato e mafia: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato tra una condanna per associazione mafiosa e precedenti condanne per omicidio. La Corte ha stabilito che non sussiste un unico disegno criminoso quando i delitti-fine, come gli omicidi, sono frutto di circostanze occasionali e non programmati al momento dell'adesione al sodalizio. Inoltre, la condanna per associazione si riferiva a un periodo successivo ai delitti, rendendo impossibile la continuazione.
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Reato continuato: la Cassazione sui limiti temporali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato tra la sua affiliazione a un'associazione mafiosa storica, risalente a oltre vent'anni prima, e la successiva partecipazione a un nuovo e distinto sodalizio criminale. Secondo la Corte, l'enorme lasso di tempo trascorso, i periodi di detenzione e la diversità tra le due organizzazioni criminali escludono la sussistenza di un medesimo disegno criminoso originario.
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Ordine di esecuzione valido se la pena è ridotta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di esecuzione per la carcerazione, legittimamente emesso dal Pubblico Ministero sulla base di una pena superiore ai limiti di legge, non perde la sua validità anche se, in un momento successivo, un provvedimento del Giudice dell'esecuzione riduce la pena al di sotto di tale soglia. La decisione si fonda sul principio 'tempus regit actum', per cui la correttezza dell'atto va valutata al momento della sua emissione.
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Cumulo di pene: come si calcola la fine del reato?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un giudice dell'esecuzione relativa al calcolo del cumulo di pene. Il caso riguardava la determinazione della data di cessazione di un reato associativo permanente. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può basarsi automaticamente sulla data dell'atto di accusa (contestazione "aperta"), ma deve verificare concretamente, sulla base degli atti processuali, il momento esatto in cui la condotta criminale è terminata. La mancata verifica di questo fatto cruciale, richiesto dal condannato, ha portato all'annullamento con rinvio per un nuovo esame.
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Cumulo pene ergastolo: isolamento diurno e rito abbreviato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11934 del 2019, ha stabilito che l'isolamento diurno si applica in caso di cumulo pene ergastolo con altre pene detentive, anche se la condanna alla pena perpetua deriva da un rito abbreviato. La Corte sottolinea la netta distinzione tra le regole del giudizio di cognizione, dove si applica il beneficio del rito speciale, e quelle del giudizio di esecuzione, dove prevalgono le norme sul concorso di pene, rendendo la decisione del giudice di primo grado intangibile.
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